USA, il 25% dei ristoranti chiuderà

 

 

Un quarto dei ristoranti statunitensi chiuderà a causa della pandemia di COVID-19, secondo una previsione di OpenTable, secondo cui le prenotazioni totali di ristoranti e clienti walk-in sono diminuite del 95% rispetto all’anno precedente, conclusosi il 13 maggio.

 

La società può tracciare di dati di oltre 54.000 ristoranti sul suo sito di prenotazione, che offre la possibilità di effettuare prenotazioni online, walk-in e telefoniche, ma non tiene traccia dei dati per il ritiro e le consegne, secondo Bloomberg.

 

Un quarto dei ristoranti statunitensi chiuderà a causa della pandemia di COVID-19

 

«I dati dell’azienda mostrano che ci sono segnali crescenti che i clienti sono disposti a cenare di nuovo in stati come l’Arizona e il Texas dove è consentito – scrive Bloomberg – anche se i numeri sono ancora molto al di sotto di quelli dell’anno scorso. Scottsdale [città dell’Arizona, ndr] ha mostrato il massimo miglioramento.

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«Aveva zero prenotazioni quasi ogni giorno dal 21 marzo, dal 13 maggio ha segnato una diminuzione del 72% rispetto alle prenotazioni nello stesso giorno del 2019. I successivi recuperi più significativi sono stati a Houston e Phoenix».

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«Non c’è alcun interesse da parte mia nell’avere una sala da pranzo piena per metà mentre tutti stanno misurandosi la temperatura e indossano maschere, il tutto per non molti soldi»
Il ristoratore Danny Meyer – che ha chiuso tutti i suoi 19 ristoranti di New York il 13 marzo –afferma che le sue sale rimarranno chiuse per il prossimo futuro, sempre secondo la testata finanziaria  Bloomberg.

 

«Non c’è alcun interesse da parte mia nell’avere una sala da pranzo piena per metà mentre tutti stanno misurandosi la temperatura e indossano maschere, il tutto per non molti soldi» ha detto il ristoratore.

 

In Italia nel frattempo le proteste dei ristoratori subiscono controlli e multe salatissime, in un clima di disinteresse generale per una voce molto importante dell’economia italiana. Senza la ristorazione, si riverseranno poi in strada quantità di disoccupati.