Tracce di C-19 sulla carne importata: Pechino sanziona società argentina

 

 

Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews.

 

 

Il lotto è stato scaricato al porto di Shanghai, ma la scoperta è avvenuta in un magazzino di Nanchino. Autorità argentine esprimono dubbi: Le nostre carni rispettano gli standard richiesti. Secondo gli analisti potrebbe essere una strategia di Pechino per ottenere un ribasso dei prezzi.

 

 

 

Il governo cinese ha sanzionato un’azienda alimentare argentina dopo aver rinvenuto tracce di coronavirus in un lotto di carne bovina scaricato al porto di Shanghai

Il governo cinese ha sanzionato un’azienda alimentare argentina dopo aver rinvenuto tracce di coronavirus in un lotto di carne bovina scaricato al porto di Shanghai. Analisti sospettano che la misura sia parte di una possibile strategia cinese per ottenere un ribasso dei prezzi.

 

Secondo resoconti di stampa, la scoperta non è avvenuta alla dogana di Shanghai, ma in un magazzino della città di Nanchino: il test epidemiologico è stato effettuato solo alcuni giorni dopo che la merce è arrivata al porto cinese, lo scorso ottobre.

 

In una dichiarazione, il Servizio argentino di salute e qualità agroalimentare (Senasa) ha riferito che dall’inizio della pandemia “è la prima volta che ciò accade per prodotti esportati dall’Argentina”. Esso ha aggiunto che la carne era in perfette condizioni e soddisfaceva tutti gli standard sanitari richiesti.

Analisti sospettano che la misura sia parte di una possibile strategia cinese per ottenere un ribasso dei prezzi

 

Lo scorso 13 novembre, le autorità cinesi hanno sospeso per quattro settimane la compagnia Gorina. La mossa ha generato tensioni nel comparto della carne argentina, il cui principale sbocco all’estero è la Cina. L’Argentina ha 90 società autorizzate a esportare carne nel gigante asiatico. Tra gennaio e settembre di quest’anno, esse hanno venduto 320.892 tonnellate, quasi il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2019, che rappresentano il 73% dell’export argentino nel settore.

 

Il Senasa ha espresso dubbi sul ritrovamento effettuato dai cinesi. L’organismo sanitario argentino fa notare che è difficile riscontrare l’origine del virus nella confezione esterna del prodotto, dato che dopo l’ingresso nel porto di Shanghai esso è stato maneggiato per essere trasferito nella cella frigorifera.

 

Per alcuni osservatori, con questa misura i cinesi vogliono imporre una riduzione del prezzo internazionale della carne, che al momento è di circa 4.500 dollari a tonnellata.

Il Servizio argentino di salute e qualità agroalimentare  ha espresso dubbi sul ritrovamento effettuato dai cinesi. L’organismo sanitario argentino fa notare che è difficile riscontrare l’origine del virus nella confezione esterna del prodotto

 

La notizia del sequestro della carne argentina si è diffusa quando a Shanghai, durante la China International Import Expo, Pechino stava negoziando nuovi acquisti di carne dall’Argentina.

 
 
 

 
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Immagine d’archivio