Sgarbi e il dio dei vaccini

 

 

 

Ormai ogni intervento parlamentare dell’onorevole Vittorio Sgarbi è un evento indimenticabile, un capolavoro di logica e coraggio – due sostanze oggi rarissime, sopratutto tra i rappresentati del popolo presso Camera e Senato.

 

«Ogni giorno per almeno quindici ora il programmi televisivi di attualità ci dicono lo stato dei malati, dei convalescenti, dei morti, in numeri sempre più esigui. Ma noi siamo in un incubo costante di informazione obbligatoria, costante, determinata a convincerci che siamo tutti malati».

 

Ormai ogni intervento parlamentare dell’onorevole Vittorio Sgarbi è un evento indimenticabile, un capolavoro di logica e coraggio – due sostanze oggi rarissime, sopratutto tra i rappresentati del popolo presso Camera e Senato

Sgarbi centra il punto: specie per le categorie meno mobili, specie dal lockdown, si è ingenerato in alcuni un comportamento di ricerca morbosa di informazioni sull’epidemia: si tratta della vera «infodemia» di cui vorrebbero parlarci politici governativi progressisti e sindacati dei giornalai, intendendo loro «infodemia» come la diffusione di notizie diverse dall’allarmismo permanente e dal minimo dubbio riguardo al ruolo della Repubblica Popolare Cinese.

 

Poi lo Sgarbi tocca con precisione un altro tema che sta a cuore a Renovatio 21, e di cui vi parliamo da anni: il vaccino come fatto religioso.

 

«Si è sostituito Dio con il vaccino, all’improvviso Dio si è dissolto, i carabinieri vietavano ai preti di dire messa».

«Si è sostituito Dio con il vaccino, all’improvviso Dio si è dissolto, i carabinieri vietavano ai preti di dire messa»


Sì, per il mondo moderno la siringa per l’establishment è una dea, e il vaccino un dio, o anche – nella concretezza del comportamento rituale necessario agli esseri umani – un vero e proprio sacramento.

 

Sì, per il mondo moderno la siringa per l’establishment è una dea, e il vaccino un dio, o anche – nella concretezza del comportamento rituale necessario agli esseri umani – un vero e proprio sacramento

Ne abbiamo scritto pochi giorni fa, in un articolo che in molti ci hanno intimato di togliere: la vaccinazione è un battesimo laico. L’idea che il vaccino sia un fatto parareligioso è oramai patrimonio comune dell’Italia scristianizzata.

 

All’onorevole Sgarbi ricordiamo una cosa: quale religione può volere che i propri sacramenti siano costituiti di cellule di bambino abortito da iniettare obbligatoriamente al popolo tutto?

 

Non può che trattarsi, per logica, di una religione malvagia, maligna, diabolica.

 

Quindi, sempre usando la ragione, chi è il «dio dei vaccini»?

 

Quale religione può volere che i propri sacramenti siano costituiti di cellule di bambino abortito da iniettare obbligatoriamente al popolo tutto?

Con chi, davvero, abbiamo sostituito Nostro Signore?

 

Se il lettore non ci arriva, diamo un indizio: è un’antica conoscenza della religione e di noi tutti.

 

Dai, su: chi può essere a chiedere agli innocenti di consumare sacrifici umani?

 

 

Roberto Dal Bosco