Sei free-vax? Ti mettono in galera. E ti vaccinano il figlio

Accade nella Contea di Oakland, stato del Michigan, USA.

Una madre di quarant’anni è stata arrestata e messa in galera per sette giorni per essersi rifiutata di vaccinare il proprio figlio di nove anni.

La colpa? L’opposizione alla decisione di un tribunale. Sì, perché le scelte sanitarie oggi sono decretate dalle toghe, e non più dai medici. I medici spesso vogliono la morte, ma il martello sul tavolo lo deve sbattere il giudice di qualche tribunale o di qualche Corte. È, di fatto, il mandato di esecuzione; il boia non può agire senza la «legalità» legittima della sua mansione. E questa «legalità» la sentenziano i tribunali.

Il suo nome è Rebecca Bredow, ed è stata fatta richiamare lo scorso settembre dal procuratore della contea di Oakland Karen McDonald, per non aver ancora vaccinato il figlio. L’ ex-marito si era rivolto ad un giudice pretendendo che il bambino fosse sottoposto al trattamento di profilassi vaccinale, dopo che la donna aveva rifiutato ogni tipo di accordo.

Nonostante l’ordine tassativo datole dal giudice, la Sig.ra Bredow ignorò le disposizioni essendo poi richiamata dopo pochissimo tempo in aula per un ultimatum. Durante questa udienza, la giovane donna si autodifese davanti al giudice McDonald con le seguenti parole:

«Preferisco stare dietro alle sbarre in piedi per ciò che credo, piuttosto che cedere a qualcosa in cui non credo per niente».

Il giudice ha così disposto, e la madre si è fatta in totale cinque giorni di galera. Nel mentre, contrariamente alla sua volontà, il bambino è stato prelevato e vaccinato.

«Sono stati i peggiori cinque giorni della mia vita – ha dichiarato Rebecca Bredow ai giornalisti uscendo dalla prigione – a parte il fatto che ho appena scoperto che è stato vaccinato e che oggi non potrò passarlo a prendere». Il giudice ha infatti stabilito che per il momento il figlio deva stare con il padre.

Questo è solo uno dei tanti casi che accadono in America, dove le punizioni contro i genitori obiettori in alcuni Stati dell’Unione possono essere fortissime. Nello stesso tempo, però, come si diceva all’inizio, ad un estremismo condotto ad alto profilo punitivo, si oppone una reazione ed una militanza difficile da arginare, come testimoniano le foto e i video dei militanti accorsi a sostenerla fuori del tribunale di Oakland.

 

Noi, in Italia, pensiamo di essere anni luci lontani da un tale sistema? Assolutamente no. Il caso di Verona, a nemmeno pochi giorni dal decreto, in cui la polizia locale arrivò dentro un asilo, lo conferma.

 

Sapremo difenderci?

Cristiano Lugli