Scimmie OGM: modificate con geni umani per divenire più intelligenti

 

 

In un articolo comparso sul National Science Review, rivista pubblicata a Pechino, un team di genetisti cinesi ha annunciato di aver creato delle scimmie transgeniche.

 

I ricercatori hanno iniettato in alcuni embrioni di scimmie rhesus (Macaca mulatta) un virus che trasportava il gene umano MCPH1, responsabile dello sviluppo del cervello, dando così vita a undici esemplari di scimmia geneticamente modificati. Solo cinque sono riusciti a sopravvivere.

 

Queste scimmie OGM hanno riportato risultati superiori alla media nei test cognitivi di memoria e dimostrato di avere tempi di reazione più brevi rispetto alle loro compagne normali.

Il fine dell’esperimento sarebbe quello di comprendere meglio la crescita e il funzionamento del cervello umano, studiarne i cambiamenti e indagare fenomeni patologici come l’autismo.

Numerose, però, le critiche avanzate dal mondo scientifico occidentale, dove sperimentazioni di questo tipo sui primati sono da tempo vietate per motivi etici: il genetista James Sikela sostiene che l’umanizzazione degli animali per scopi di ricerca sia una strada pericolosa – dove e in che modo vorrebbero vivere poi, quali diritti dovrebbero avere? La specialista in bioetica Jacqueline Glover fa notare come una notizia del genere rimandi immediatamente l’immaginario popolare alla realtà fantastica de Il Pianeta delle Scimmie.

 

Carlo Alberto Redi, genetista dell’Università di Pavia, riconosce l’utilità scientifica dell’esperimento ma lo reputa eticamente inaccettabile («non abbiamo idea di cosa succeda nella testa della scimmia quando vengono inseriti questi geni» – ha dichiarato il prof. Redi) motivo per cui è necessario individuare altre vie per ottenere gli stessi risultati – una di queste potrebbe essere la creazione di «organoidi» simili agli organi umani, altro aspetto davvero agghiacciante della sperimentazione scientifica che non tiene conto di nessun criterio etico.

 

Ilenia Pecchini