Regione de-grillizzata: il Veneto è il primo territorio italiano M5S-free!

 

 

Tutti ci ricordiamo la «provincia denuclearizzata», cantata anche da Giovanni Lindo Ferretti e i CCCP, i cartelli «comune denuclearizzato» all’ingresso del paesino, che talvolta è pure addivenuto «comune antitransgenico», con buona pace della futura legge Zan che punirà gli anti-trans.

 

Ora, diciamo che c’è un nuovo cartello da preparare. Possiamo dire, con il petto gonfio di patrio orgoglio, che la Nazione ha iniziato a liberarsi di un’altra minaccia tossica che incombeva su di essa: il Movimento 5 Stelle.

La Nazione ha iniziato a liberarsi di un’altra minaccia tossica che incombeva su di essa: il Movimento 5 Stelle

 

Lo avrete saputo: il partito del niente è stato massacrato ovunque, arrivando a prendere meno di un quarto dei voti rispetto alle regionali 2015, o persino meno.

 

Un posto speciale, in questa rimonta verso la liberazione dal nulla, lo occupa la mia regione, che è, come scriveva Parise prima di morire, la vera patria del mio cuore: il Veneto.

 

Il popolo delle terre  di San Marco non solo ha devastato le percentuali dei grillisti (un lustro fa presero quasi il 12%). È andato oltre, giungendo alla definitiva, liberatoria disintegrazione del sistemone di Beppe Grillo.

Il Veneto può dirsi la prima regione de-grillizzata d’Italia. Il Veneto ha vinto l’infezione: non quella del Coronavirus, ma quella ben più perniciosa e disperante del M5S.

 

Del Movimento 5 Stelle non è rimasto niente. Non superando la misera soglia di sbarramento del 3%, il partito Casaleggio nemmeno riesce a mettere in Consiglio Regionale il candidato governatore, un ex senatore grillino che nel 1998, ai tempi in cui militava altrove, «riesce a battere ogni record pigliando 0 preferenze alle comunali di Albignasego», accusava un avversario.

 

Il penta-candidato aveva giuocato la carta dell’attacco a Zaia per tramite di un avvocato di quest’ultimo finito in una inchiesta spericolata de L’Espresso: avvocati, commercialisti, pare che questo sia il nuovo trend di attacco alla Lega, e noi mica possiamo chiedere ad un grillino di essere originale.

Il tampone elettorale è negativizzato, il M5S è sparito, umiliato, la sua carica virale nelle Venezia è ora inesistente, si tratta solo di una brutta influenza, certamente creata in laboratorio, che ora non fa più paura a nessuno

 

E quindi, eccoci qui: 2,69%. Ampiamente sotto l’asticella, non entra nemmeno quello che doveva fare il Presidente. Il primo partito d’Italia (stando al voto politico 2018) in Veneto nemmeno riesce ad entrare in Consiglio: quanto dovrebbe far pensare questo dato? Quanto?

 

Il Veneto può dirsi la prima regione de-grillizzata d’Italia. Il Veneto ha vinto l’infezione: non quella del Coronavirus, ma quella ben più perniciosa e disperante del M5S.

 

Non avevamo dubbi sulla resilienza delle genti venetiche, no. Hanno superato – ben prima dell’emergenza COVID nella quale, come riconosciuto dal mondo intero, hanno reagito in modo eccellente – la peste nera e tante altre calamità, soprattutto quelle portate dall’Italia Unita, le guerre e i disastri ambientali, le recessioni e le lagune di corrutela.

 

La malattia entomomorfa è stata vinta! Il tampone elettorale è negativizzato, il M5S è sparito, umiliato, la sua carica virale nelle Venezia è ora inesistente, si tratta solo di una brutta influenza, certamente creata in laboratorio, che ora non fa più paura a nessuno.

Ora respirate a pieni polmoni, non servono mascherine, garantito: perché questi microbi non torneranno mai più.

 

Il Veneto è sano, il Veneto ha debellato il virus. La Regione è de-grillizzata, Venezia e M5S-free.

 

Ora respirate a pieni polmoni, non servono mascherine, garantito: perché questi microbi non torneranno mai più.

 

 

Roberto Dal Bosco