Quando #MeToo dirà la sua sulla pornografia nelle cliniche per la fertilità? 

 

 

Perché il movimento #MeToo non ha protestato per la stretta connessione tra l’industria pornografica e le cliniche della fertilità?

 

La maggior parte delle cliniche offre materiale pornografico affinché gli uomini possano velocemente fornire il campione di sperma necessario. È una parte essenziale, anche se sporca, dei servizi presenti nelle cliniche.

È strano che le femministe non si siano lamentate del ruolo oggettivante e mercificante della pornografia nelle cliniche per la fecondazione

 

Non è stato scritto molto su questo argomento, e forse è comprensibile.

 

Un articolo del Daily Mail Australia, tuttavia, riporta che «un computer riproduce una serie di video pornografici e le scelte degli uomini vengono monitorate per mantenere aggiornato l’elenco». «Il midget porn (porno con nani) è stranamente il più popolare, insieme ai video con le segretarie», ha detto un membro dello staff.

 

È strano che le femministe non si siano lamentate del ruolo oggettivante e mercificante della pornografia nelle cliniche per la fecondazione.

 

Dopotutto, la fecondazione in vitro, fondamentalmente, è un’industria creata per consentire la fertilità femminile. Sembra incoerente fornire ai partner maschili un covo dove  contemplare tranquillamente le donne trattate come oggetti.

 

La fecondazione in vitro, fondamentalmente, è un’industria creata per consentire la fertilità femminile. Sembra incoerente fornire ai partner maschili un covo dove  contemplare tranquillamente le donne trattate come oggetti

Nel 2016 il bioeticista Timothy F. Murphy, del University College of Medicine di Chicago, Illinois, ha pubblicato una forte difesa sull’uso della pornografia nelle cliniche di fecondazione in vitro. Ne difende l’utilizzo in un contesto clinico, ma definisce anche di alcuni tipi di erotismo e masturbazione come espressione legittima della sessualità. E conclude:

 

«L’ampio dibattito sulla moralità della pornografia non sarà (…) risolvibile considerando solamente il suo ruolo nelle cliniche della fertilità, ma fintanto che la pornografia è difendibile in termini di espressione, relazioni e commercio in generale, è difficile vedere come ogni particolare significato morale sia legato al suo uso nelle cliniche della fertilità».

 

Se l’accesso alla pornografia nelle cliniche richiede una giustificazione morale oltre al piacere immediato, aiutare le persone a concepire i bambini sembra una motivazione tanto persuasiva quanto necessaria, escludendo ogni argomentazione secondo cui gli effetti complessivi della pornografia siano così dannosi che nessuno dovrebbe ordinariamente produrla o accedervi.

Esiste oggi una maggior consapevolezza del potere degradante della pornografia?

 

L’articolo di Murphy è stato pubblicato a dicembre 2016 – solo pochi mesi prima dell’esplosione del movimento #MeToo dopo l’affare Weinstein.

 

Oggi esiste una maggior consapevolezza del potere degradante della pornografia. L’esposizione dei tipi di pornografia messa a disposizione dalle cliniche produrrebbe non poco imbarazzo. Midget porn? Porno con le segretarie? Cos’altro c’è nell’archivio?

 

 

Fonte: Michael Cook, editor di BioEdge