“Plasma sintetico”, eccallà

 

 

La pagina ufficiale e il profilo personale del Dott. Giuseppe De Donno sono spariti da Facebook.

 

Qualcuno dice che le abbiano fatte sparire. Qualcun altro dice che sia stato lo stesso Prof. De Donno, dopo il collegamento alla puntata di Porta a Porta, a rimuovere pagina e profilo a causa di troppe pressioni.

 

Recentemente anche Renovatio 21 ha contattato il primario del reparto di pneumologia dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova, per proporgli un’intervista. Proprio ieri, martedì 6 maggio, ci ha risposto dicendoci quanto segue: «Purtroppo essendo molte le richieste di intervista ho interrotto tutte le partecipazioni pubbliche».

 

Il protocollo De Donno  funziona semplicemente grazie alla solidarietà umana, senza lucri, senza chimica industriale

Aldilà di quale sia la verità dei fatti, ciò che è evidente è il tentativo di mettere a tacere De Donno, il suo staff, il suo protocollo ed una terapia che ha funzionato e continua a funzionare a costi risibili.

 

Se ci fate caso, si parla già di «plasma sintetico», ovverosia qualcosa che possa passare dai laboratori rendendo il plasma umano sostanzialmente un farmaco.

 

Di plasma artificiale aveva parlato subito Roberto Burioni, ricordando che gli anticorpi possono essere prodotti anche sinteticamente: «noi non abbiamo solo la possibilità di prenderli da pazienti che li hanno prodotti: la tecnologia moderna ci consente di isolarne i geni e produrne in laboratorio una quantità illimitata, grazie al clonaggio di anticorpi monoclonali umani. Il problema è che per produrre e sperimentare il siero artificiale ci vuole tempo». Plasma artificiale clonato, non donazioni.

I profeti della scienzah indiscutibile vogliono un farmaco prodotto «artificialmente in larga scala»

 

Lo ha ripetuto oggi sul Corriere della Sera Gualitero Ricciardi detto Walter,  che nonostante gli scandali permane nel suo ruolo di consigliere del Ministero della Salute: «la terapia al plasma è interessante e importante, un approccio molto sofisticato. Bisogna saperlo fare e avere grandi tecnologie . Consente di traferire gli anticorpi naturali da un soggetto a un altro: è una cosa difficile, costosa e complessa. Se questi anticorpi naturali funzionano, la sfida è produrli artificialmente e in larga scala, altrimenti si potrebbero proteggere e curare solo poche persone».

 

Vogliono prodotti farmaceutici. Eccallà

Ne ha parlato lo stesso viceministro alla Salute dottor Pierpaolo Sileri — sì, quello del «il congiunto può anche essere un amico, ma deve essere un amico vero» —, affermando che «se i risultati saranno positivi si potrà pensare a convenzioni con aziende per ottenere farmaci su larga scala».

 

«Farmaci su larga scala». Il lettore può intuire  dove si vuole arrivare. Il lettore comprenda che con ogni probabilità si tratta per Big Pharma di un colpo che proprio non hanno proprio visto arrivare.

 

La scienzah questo è, il mezzo più adatto per sintetizzare l’essere umano, renderlo farmacologicamente dipendente corrompendolo con il mito di una falsa salute che deve passare dal laboratorio

Il protocollo De Donno  funziona semplicemente grazie alla solidarietà umana, senza lucri, senza chimica industriale. I profeti della scienzah indiscutibile invece vogliono un farmaco prodotto «artificialmente in larga scala». Vogliono prodotti farmaceutici. Eccallà.

 

La scienzah d’altronde questo è, il mezzo più adatto per sintetizzare l’essere umano, renderlo farmacologicamente dipendente corrompendolo con il mito di una falsa salute che deve a tutti i costi passare dal laboratorio.

 

 

Cristiano Lugli