Melbourne, murales contro Bill Gates

 

 

 

A Melbourne, epicentro della repressione pandemica globale – con lo Stato del Victoria pronto a sacrificare qualsiasi diritto dei propri cittadini – è apparso un potente murales che ritrare l’uomo che sembra essere centrale nella crisi in corso: Bill Gates.

 

La grande opera d’arte muraria mostra il fondatore di Microsoft che sorride e tiene in mano una siringa che spruzza. «È ora di installare l’aggiornamento», dice.

 

L’autore del sistema operativo più infettato dai virus informatici è anche colui che voglia ora vaccinare l’intera razza umana ed oltre (sul serio, oltre: vedasi i progetti sulle zanzare che coinvolgevano Crisanti)

In effetti, in molti negli ultimi mesi si sono chiesti come sia possibile che l’autore del sistema operativo più infettato dai virus informatici sia anche colui che voglia ora vaccinare l’intera razza umana ed oltre (sul serio, oltre: vedasi i progetti sulle zanzare che coinvolgevano Crisanti).

 

I cori «arrestate Bill Gates», dopo essersi visti in California durante le proteste contro il lockdown, sono emersi in queste settimane anche in Australia.

 

I cori «arrestate Bill Gates», dopo essersi visti in California durante le proteste contro il lockdown, sono emersi in queste settimane anche in Australia.

Dal suo profilo Instagram, Robert F. Kennedy jr ha ringraziato lo sconosciuto autore del murales, che si fa chiamare Lushsux:

 

«Grazie a Lushsux per aver sferrato questo colpo per la libertà degli antipodi».

 

«L’impero delle notizie e dei vaccini di Rupert Murdoch si è allineato con il cartello dell’agenzia sanitaria internazionale di Bill Gates per fare dell’Australia il terreno di prova per il loro “grande reset”; la devoluzione globale dalla democrazia al fascismo medico».

 

«L’impero delle notizie e dei vaccini di Rupert Murdoch si è allineato con il cartello dell’agenzia sanitaria internazionale di Bill Gates per fare dell’Australia il terreno di prova per il loro “grande reset”» Robert Kennedy jr

«Citando la biosicurezza, i tecnocrati australiani hanno imposto una severa censura, sorveglianza da muro a muro, digitalizzazione della valuta e rigidi controlli sociali inclusi blocchi oppressivi e mascherina obbligatoria, il tutto senza preavviso e formulazione di regole di commento, audizioni pubbliche, dibattiti o una qualsiasi delle tradizionali garanzie di democrazia partecipativa».

 

«Per mantenere il controllo e l’obbedienza, i regimi dittatoriali usano la paura per giustificare l’annullamento della cultura, dell’espressione di sé e delle libertà personali».

 

«Le teocrazie autoritarie,  ad esempio, costringono le donne a indossare maschere o burkha per calpestare l’espressione di sé e significare sottomissione e obbedienza» ha scritto Kennedy.

 

«La maschera è un ricordo persistente della paura del contagio e un segnale di obbedienza e conformità».

«Gli emergenti  Stati di biosicurezza stanno costringendo la burkhizzazione di intere popolazioni».

 

«La maschera è un ricordo persistente della paura del contagio e un segnale di obbedienza e conformità».

 

«Poiché l’oppressione della sicurezza biologica inizia con questa eliminazione dell’espressione facciale, l’arte, la musica e l’umorismo sono ora atti rivoluzionari fondamentali».