Manifesto dell’élite per la vostra schiavitù. E la vostra morte

 

 

La schiavitù futura dell’umanità da parte delle élite ricche ed intoccabili ha un libro-manifesto, che da un paio di anni stanno leggendo in molti.

 

Lo ha scritto tale Yuval Noah Harari. Si chiama 21 lezioni per il XXI secolo.

 

Harari ha un dottorato di ricerca ad Oxford, è un filosofo israeliano di 42 anni. È professore di storia all’Università ebraica di Gerusalemme. È sposato con un uomo, il suo manager. È vegano.

La schiavitù futura dell’umanità da parte delle élite ricche ed intoccabili ha un libro-manifesto. Si chiama 21 lezioni per il XXI secolo

In Silicon Valley ancora nel 2017 è iniziato il suo grande successo presso i leader delle aziende tecnologiche per cui passano oramai le nostre vite.

 

Bizzarro caso: sulla carta, Harari teme che la Silicon Valley stia minando la democrazia e inaugurando un inferno distopico in cui il voto è obsoleto; teme che creando potenti macchine di influenza per controllare miliardi di menti le grandi aziende tecnologiche stiano distruggendo l’idea di un sovrano con libero arbitrio; teme che, poiché il lavoro della rivoluzione tecnologica richiede così pochi lavoratori, la Silicon Valley sta creando una piccola classe dirigente e una «classe inutile» brulicante e furiosa.

 

Poiché il lavoro della rivoluzione tecnologica richiede così pochi lavoratori, la Silicon Valley sta creando una piccola classe dirigente e una «classe inutile» brulicante e furiosa

Il New York Times notò il paradosso: i ricchi e potenti si innamorano del loro menagramo apocalittico.

 

Quando Harari ha visitato la Bay Area nell’autunno 2018 per promuovere il suo ultimo libro, l’accoglienza è stata vasta quando, in apparenza, incongrua.

 

Reed Hastings, amministratore delegato di Netflix, gli organizzò una cena. I leader di X, la divisione di ricerca segreta di Alphabet (cioè Google), lo hanno parimenti invitato. Mark Zuckerberg ha raccomandato il Harari al suo club del libro.  Bill Gates, quando non è impegnato a propagandare i vaccini e la riduzione della popolazione umana, legge e recensisce libri, al ritmo di una alla settimana: ha scritto sul NYT che il libro di Harari  è «affascinante» e l’autore è «uno scrittore così stimolante».

 

Harari teme che la Silicon Valley stia minando la democrazia e inaugurando un inferno distopico in cui il voto è obsoleto; tuttavia la Silicon Valley lo ama

La storia della sua attuale fama inizia nel 2011, quando ha pubblicato un libro di notevole ambizione: esaminare l’intera esistenza umana. Sapiens: da animali a dèi. Breve storia dell’umanità, verte sul concetto che gli umani sono animali e il nostro dominio è un incidente di percorso, e in chiusura asserisce il processo dell’evoluzione umana potrebbe essere finito. 

 

Tradotto in inglese nel 2014, il libro ha continuato a vendere oltre otto milioni di copie e ha reso il signor Harari una celebrità.  il seguito naturale fu il corposo tomo Homo Deus. Breve storia del futuro.

Yuval Noah Harari

 

Qui Harari vuole spiegare la sua visione di ciò che viene dopo l’evoluzione umana. Il volume descrive il cosiddetto «Dataismo», una nuova fede basata sul potere degli algoritmi alla quale la nostra vita è sempre più sottoposta. Il futuro di Harari è quello in cui i grandi dati vengono venerati, l’Intelligenza Artificiale supera l’intelligenza umana e alcuni umani sviluppano abilità simil-divine.

 

Il futuro di Harari è quello in cui i grandi dati vengono venerati, l’Intelligenza Artificiale supera l’intelligenza umana e alcuni umani sviluppano abilità simil-divine.

Si tratta di un tropo molto noto nel mondo del transumanismo. Alcuni autori pensano che la fusione dell’Intelligenza Umana con quella Artificiale, da attuare magari attraverso microchip impiantati nel cervello (Elon Musk, il patron di Tesla, ha creato una azienda che sta realizzando un prototipo, e non è il solo) creerà una umanità superiore, un’élite di superuomini tecnoidi.

 

Durante il book tour in Silicon Valley di un anno fa un cronista del NYT lo ha seguito per registrarne i pensieri e profilare il personaggio.

 

Lo rende triste, scrive il giornalista, vedere le persone costruire cose che distruggono le loro stesse società, ma egli lavora ogni giorno per mantenere una distanza accademica e ricordare a se stesso che gli umani sono solo animali. La tristezza «on parte viene dal vedere gli umani come scimmie, ed è così che si comportano. Sono scimpanzé. Sono sapiens. Questo è ciò che fanno».

 

Chi crede nel superomismo finisce col descrivere come animali i membri di quella massa che costituisce la totalità della popolazione terrestre.

Fenomeno non raro: chi crede nel superomismo finisce col descrivere come animali (scimmie, in questo caso) i membri di quella massa che costituisce la totalità della popolazione terrestre. Chi crede alla «magica» ascesa dell’uomo alla condizione di dio («eritis sicut dei», sarete come dèi: è la promessa del Serpente Antico alla nostra progenitrice) finisce sempre per bestializzare il prossimo: così, il superuomo può disporre della vita e della morte dell’inferiore.

 

Si tratta della sempiterna ideologia delle élite mondiali, la stessa – non è difficile vederlo! – ha prodotto, appunto, il Darwinismo. L’Inghilterra industriale, che doveva sfruttare gli operai in Patria e i popoli esotici sottomessi dall’Impero (Africa, India, Cina), aveva necessità di degradare l’umanità, toglierle la dignità, renderla liquida, spendibile. Di qui, l’idea che gli uomini siano animali – scimmie appena più dritte nel camminare.

 

Chi crede alla «magica» ascesa dell’uomo alla condizione di dio finisce sempre per bestializzare il prossimo: così, il superuomo può disporre della vita e della morte dell’inferiore.

Harari, in un teatro di San Francisco da 3.500 posti con il tutto esaurito, ha continuato a mandare il solluchero il pubblico degli operatori tecnologici e dei Venture Capitalist con il suo pessimismo antiumano schietto: ha detto al pubblico che il libero arbitrio è un’illusione e che i diritti umani sono solo una storia che ci raccontiamo.

 

I partiti politici, ha asserito, potrebbero non avere più senso. Ha continuato a sostenere che l’ordine mondiale liberale si è basato su finzioni come «il cliente ha sempre ragione» e «segui il tuo cuore» e che queste idee non funzionano più nell’era dell’intelligenza artificiale, quando i cuori possono essere manipolati su larga scala.

 

Harari ha detto al pubblico che il libero arbitrio è un’illusione e che i diritti umani sono solo una storia che ci raccontiamo

Tutti in Silicon Valley sono concentrati sulla costruzione del futuro, ha continuato a spiegare Harari, mentre riguardo la maggior parte della popolazione mondiale non è nemmeno più necessario lo sfruttamento. «Ora aumenta la sensazione che ci sono tutte queste élite che proprio non hanno bisogno di me. Ed è molto peggio essere irrilevanti che essere sfruttati».

 

La classe inutile (useless class) che Harari descrive apertis verbis è totalmente vulnerabile. «Quando un secolo fa veniva lanciata una rivoluzione contro lo sfruttamento, si sapeva che quando il male peggiora, non possono sparare a tutti noi perché hanno bisogno di noi», ha raccontato citando il servizio militare e il lavoro in fabbrica.

Sta diventando meno chiaro il motivo per cui l’élite al potere non dovrebbe semplicemente uccidere la nuova «classe inutile». «Siete totalmente sacrificabili», ha detto Harari

 

Ora sta diventando meno chiaro il motivo per cui l’élite al potere non dovrebbe semplicemente uccidere la nuova «classe inutile». «Siete totalmente sacrificabili», ha detto al pubblico.

 

Questo, ha spiegato Harari in seguito, è il motivo per cui la Silicon Valley è così entusiasta del concetto di reddito di base universale o di sussidi pagati alle persone indipendentemente dal fatto che lavorini, quelle idee economiche sperimentali di cui il Reddito di Cittadinanza implementato dai grillini è una pura scimmiottatura.

 

Il messaggio del reddito basico universale è: «non abbiamo bisogno di te. Ma siamo gentili, quindi ci prenderemo cura di te». In qualche modo, magari lanciandoti una pagnotta.

 

La prospettiva di apocalisse economica ed esistenziale per milioni di persone non sembra toccarlo troppo da vicino. «Se fossi un superuomo, il  mio superpotere sarebbe il distacco. O.K., quindi forse l’umanità sta per scomparire. O.K., osserviamo e basta» ha confidato al cronista.

 

«O.K., quindi forse l’umanità sta per scomparire. O.K., osserviamo e basta»

Visioni di morte massiva, disprezzo della dignità umana, sogno di ibridazione uomo-macchina. Il transumanismo sconfina con la necessità di sterminio della popolazione giudicata eccedente. 

 

Ci interroghiamo se un giorno saranno permessi, tra i pochi esseri umani a poter esistere, solo i cittadini così: omosessuali, vegani, non-cristiani. E cioè: non fertili (non naturalmente, per lo meno), animalisti (cioè che ritengono l’uomo come una bestia magari perfino inferiore alle altre) e lontani da quella religione che vede nel primato della persona, sin dal suo concepimento, una sua radice profonda – più lontani si va dalla religione del Dio fatto uomo, e più si spiana la strada a quella dell’uomo fatto dio. Più lontani dalla religione del Dio sacrificato per gli uomini, e più – inversione – saranno gli uomini ad essere sacrificati. Sacrificati ad altro: ad altri uomini, al Niente, ad altri «dèi».

Il transumanismo sconfina con la necessità di sterminio della popolazione giudicata eccedente

 

La Necrocultura avanza nella cultura delle élite, oramai perfino con pochi paraventi.

 

Renovatio 21 vuole combatterla, e quel 21 significa proprio quello: l’unica lezione che deve imparare il XXI secolo è la Vita.