L’OMS «ascolta» le conversazioni online per contrastare le «fake news sul C-19»

 

 

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta lavorando con una società di analisi per «ascoltare sui social» e monitorare «milioni» di account sui social media per combattere la «disinformazione del coronavirus».

 

Secondo un post di notizie dell’OMS del 25 agosto intitolato «Immunizzare il pubblico contro la disinformazione», l’OMS, che è il braccio sanitario delle Nazioni Unite, afferma che c’è «una sovrabbondanza di informazioni e una rapida diffusione di notizie, immagini, immagini fuorvianti o false e video »sul coronavirus.

 

«Non stiamo solo combattendo il virus. Stiamo anche combattendo i troll e i teorici della cospirazione che spingono la disinformazione e minano la risposta all’epidemia» ha detto il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus

«Non stiamo solo combattendo il virus», ha detto il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus nel comunicato stampa. «Stiamo anche combattendo i troll e i teorici della cospirazione che spingono la disinformazione e minano la risposta all’epidemia».

 

L’OMS ha tenuto la sua prima «Conferenza sull’infodemiologia»a giugno e luglio, durante la quale ha chiesto «l’adattamento, lo sviluppo, la convalida e la valutazione di nuove misure e pratiche basate sull’evidenza per prevenire, rilevare e rispondere alla cattiva informazione e alla disinformazione».

 

Secondo l’OMS, a febbraio, ben prima che la maggior parte delle nazioni iniziasse il blocco a causa del coronavirus, vi sono stati incontri  presso la sede di Facebook «su come promuovere informazioni sanitarie accurate su COVID-19».

Secondo l’OMS, a febbraio, ben prima che la maggior parte delle nazioni iniziasse il blocco a causa del coronavirus, vi sono stati incontri  presso la sede di Facebook «su come promuovere informazioni sanitarie accurate su COVID-19»

 

L’OMS afferma che sta «lavorando con più di 50 società digitali e piattaforme di social media» che includono Google, TikTok e YouTube «per garantire che i messaggi sulla salute basati sulla scienza dall’organizzazione o da altre fonti ufficiali appaiano per primi quando le persone cercano informazioni correlate a COVID-19».

 

Questa «Infodemia», afferma l’OMS, è il motivo per cui utilizzano strumenti di «ascolto sociale» con «monitoraggio dell’apprendimento automatico» per combattere le «notizie false».

 

L’OMS afferma che ogni settimana esaminano 1,6 milioni di «informazioni su varie piattaforme di social media».

L’OMS afferma che ogni settimana esaminano 1,6 milioni di «informazioni su varie piattaforme di social media

 

Quindi usano il machine learning – cioè algoritmi di apprendimento automatico della macchina, cioè l’Intelligenza Artificiale –per mettere insieme una «tassonomia della salute pubblica di nuova concezione» per classificare le informazioni in quattro diversi argomenti, quelli che sono causa, malattia, interventi e trattamento.

 

Secondo il comunicato stampa dell’OMS, il machine learning fornisce informazioni su «quali tipi di emozioni stanno provando gli utenti».

 

«Invece di dividere semplicemente i dati per tipo di sentimento (positivo, neutro, negativo), l’analisi del linguaggio può far luce su ansia, tristezza, rifiuto, accettazione e altre emozioni espresse nei post sui social media», continua il comunicato dell’OMS.

 

Secondo il comunicato stampa dell’OMS,l’intelligenza artificiale fornisce informazioni su «quali tipi di emozioni stanno provando gli utenti»

In pratica, i lettori di Renovatio 21 devono immaginare che con estrema probabilità 1) l’algoritmo di Facebook punisce i contenuti della pagina FB di Renovatio 21, quindi è sempre meglio venire ad informarsi direttamente sul sito renovatio21.com; 2) le loro stesse comunicazioni (post in bacheca personale, commenti, like, messaggi – anche in Whatsapp) possono già essere sotto il controllo dell’accordo qui annunciato tra OMS e il gruppo di Mark Zuckerberg

 

Ad aprile, ricorda sempre Lifesitenews, un rappresentante dell’OMS ha affermato che l’aborto dovrebbe essere un «servizio essenziale» durante la crisi del coronavirus.

 

Verremo spiati, controllati , schedati e censurati anche perché ci opponiamo a questa pratica? Lo siamo già, forse?

Le  comunicazioni di tutti noi  (post in bacheca personale, commenti, like, messaggi – anche in Whatsapp) possono già essere sotto il controllo dell’accordo qui annunciato tra OMS e il gruppo di Mark Zuckerberg

 

«Non possiamo tornare a come erano le cose» disse non troppo tempo fa il direttore OMS Tedros, pensando alla grande possibilità offerta da questa crisi mondiale per implementare modifiche al comportamento umano.

 

Vuol dire che ci terremo per sempre un mondo in cui le nostre comunicazioni private sono spiate e controlate? Ci terremo davvero per sempre questo incubo digital-pandemico-totalitario?