La privacy genetica minacciata dalla crescita esponenziale delle banche dati del DNA

 

 

Poco tempo fa è arrivata la sbalorditiva notizia che un caso rimasto sospeso per 30 anni potrebbe essere stato risolto in California usando la «genetica forense».

 

Un uomo ritenuto il Golden State Killer (l’assassino seriale del Golden State, cioè della California), responsabile di almeno 12 omicidi e più di 50 stupri tra il 1976 e il 1986, è stato arrestato dopo che gli investigatori hanno utilizzato banche dati genetiche pubblicamente accessibili  per rintracciarlo.

 

Il suo profilo personale non era stato pubblicato, ma erano pubblici i profili di alcuni dei suoi parenti.

Il Golden State Killer, arrestato decenni dopo grazie alla genetica di consumo

 

Come ha affermato un esperto di genetica statistica: «ognuno è un faro che illumina 300 persone intorno a sé»

 

Da aprile ad agosto dello scorso anno, l’utilizzo della tecnica è dilagato. Più di una dozzina di casi sono stati risolti, anche se un certo numero di bioeticisti ha espresso serie riserve sulla possibilità di una violazione della privacy genetica. Ma due articoli pubblicati su Science Cell suggeriscono che la tecnica diventerà molto più potente in tempi molto brevi.

 

Gli scienziati del  team responsabile dell’articolo pubblicato su Science stimano che al momento «circa il 60% delle ricerche di individui di origine europea si tradurranno in un cugino di terzo grado o in una corrispondenza ancora più ravvicinata, che può consentire la loro identificazione tramite l’utilizzo di identificatori demografici».

«La tecnica potrebbe coinvolgere quasi tutti gli individui americani di discendenza europea nel prossimo futuro»

 

Ma il procedimento si prevede che diventerà ancora più accurato in futuro. Gli scienziati aggiungono che «la tecnica potrebbe coinvolgere quasi tutti gli individui americani di discendenza europea nel prossimo futuro».

 

 

 

Fonte: Michael Cook per Bioedge