La FDA approva il vaccino Dengvaxia, nonostante la strage causata nelle Filippine

 

 

La Food and Drug Administration ha approvato il primo vaccino per la dengue, il Dengvaxia, ma, scrive il New York Times, « ha posto delle restrizioni significative sul suo utilizzo perché il vaccino ha dimostrato di mettere alcune persone ad alto rischio per una forma grave della malattia». Quest’ultima frase è probabilmente un modo eufemistico per non dimenticare del tutto l’immane strage causata dal vaccino negli anni scorsi nelle Filippine.

 

Il caso del vaccino nelle Filippine ha portato nel 2017 alla morte di 134 persone (131 bambini e 3 adulti). 3.281 sono stati ricoverati dopo aver ricevuto Dengvaxia.

 

Renovatio 21 si era occupata del caso nel 2017, con la furiosa risposta del governo di Manila, che schiaffeggiò sovranisticamente la multinazionale produttrice Sanofi con richieste di compensazioni consistenti.

 

Il caso del vaccino nelle Filippine ha portato nel 2017 alla morte di 134 persone (131 bambini e 3 adulti). 3.281 sono stati ricoverati dopo aver ricevuto Dengvaxia.

Il 1 ° maggio, la FDA ha limitato la sua approvazione a persone di età compresa tra 9 e 16 anni che vivono in aree in cui la dengue è endemica; le stesse persone devono aver intrapresotest di laboratorio che dimostrino di essere già infettate dalla malattia.

 

Più di un terzo della popolazione mondiale vive in aree a rischio di infezione da virus della dengue, secondo i Centers for Disease Control and Prevention. Il virus è diffuso dalle zanzare.

 

La multinazionale farmaceutica Sanofi ha venduto il Dengvaxia all’estero dal 2015, ma la vendita del vaccino ha trovato un importante ostacolo nel 2017 dopo che le Filippine, che avevano ampiamente distribuito il prodotto agli scolari, ne interruppero l’uso e revocarono la licenza di Sanofi.

 

La decisione è arrivata dopo che Sanofi ha annunciato che in «rari casi» se le persone che non avevano mai avuto la dengue fossero state vaccinate e successivamente infettate, il vaccino potrebbe provocare una forma molto più grave della malattia.

«Rari casi» che nelle Filippine hanno portato in ospedale 3.300 persone, uccidendone in pratica il 4%.

 

La mossa di immettere sul mercato un vaccino già accusato incontrovertibilmente di stragi inquieta perfino i vaccinisti e i loro scienziati.

Come si può mettere in circolazione una sostanza che ha ammazzato 130 bimbi?

 

Vincent Racaniello, professore di microbiologia e immunologia presso la Columbia University, ha espresso preoccupazione per il fatto che i rischi riconosciuti del vaccino potrebbero peggiorare l’ampio scetticismo sui vaccini, visibile oggi nella questione della supposta «epidemia globale di morbillo».

 

«Questo darà loro più munizioni – dice il dottore, riferendosi ai No Vax come a “loro”, come oramai fa anche il ministro italiano Giulia Grillo – possono prendere questo e dire guardate, stiamo rilasciando un vaccino che è noto per avere problemi».

 

Certo che sì, dottor Racaniello. Ma non serve essere anti-vax. Basta essere logici, o ancora meno, basta essere umani: come si può mettere in circolazione una sostanza che ha ammazzato 130 bimbi?