La Cina potrebbe avere 640 mila casi di COVID-19, secondo dati trapelati

 

 

Informazioni  trapelate da un database della Zhōnggúo Rénmín Jiěfàngjūn Guófáng Kējì Dàxué (Università Nazionale di Tecnologia di Difesa)  suggeriscono che il paese ha centinaia di migliaia di casi di coronavirus in più rispetto alla cifra ufficiale data al mondo, che è di 84.029.

 

Secondo il quotidiano britannico Daily Mail, il database dell’università con sede a Changsha è stato trapelato a Foreign Policy e a 100 Reporter. All’interno del set di dati sono presenti 640.000 voci singole da almeno 230 città in tutto il paese, che includono latitudine, longitudine e numero di casi «confermati» in quella località in una data specifica che va da febbraio a fine aprile.

 

All’interno del set di dati trapelati sono presenti 640.000 voci singole da almeno 230 città in tutto il paese

Le posizioni includono ospedali, supermercati, complessi residenziali, hotel, stazioni ferroviarie, scuole, ristoranti e persino una filiale del Kentucky Friend Chicken.

 

Detto questo, non è chiaro dai dati ciò che è classificato come un caso «confermato» di COVID-19, mentre la mancanza di nomi di pazienti o informazioni di contatto rende impossibile verificare le informazioni.

 

«Il numero potrebbe anche essere molto più alto»

«Il numero potrebbe anche essere molto più alto – scrive il Daily Mail –una singola voce di dati delineata da coloro che hanno accesso al database contiene due casi di virus, riportati in una chiesa nella città di Harbin il 17 marzo. Il numero potrebbe anche essere inferiore. I giornalisti affermano che non è chiaro come siano stati raccolti i dati, sebbene il sito web dell’università affermi che utilizzava una serie di risorse pubbliche».

 

La Cina afferma ufficialmente che degli oltre 84.000 casi nel paese, solo 4.600 persone sono morte – cifre che sono state contestate o smentite con vari metodi, e che non hanno credibilità presso nessun sistema sanitario mondiale a parte, forse, l’OMS.

«I cinesi hanno mentito al mondo e non hanno comunicato il tema fondamentale della trasmissione del virus da soggetti asintomatici» dice il prof. Crisanti

 

Lo stesso professor Andrea Crisanti, virologo che ha seguito i fondamentali studi di contagio utilizzando il lockdown di Vo’ Euganeo, ha più volte sottolineato come sia bizzarro che i cinesi non abbiamo comunicato il numero degli asintomatici al resto del mondo.

 

«I cinesi hanno mentito al mondo e non hanno comunicato il tema fondamentale della trasmissione del virus da soggetti asintomatici – disse in un’intervista il professor Crisanti – Ma l’Oms, che è andata in Cina a fare ispezioni con una task force, che controlli ha fatto?»