Intervista alla dottoressa Antonietta Gatti

 

 

In esclusiva per Renovatio 21, il nostro Cristiano Lugli ha raggiunto la Dott.ssa Antonietta Gatti, che ha rilasciato per noi un’intervista sul caso Quirra ed altri interessanti particolari.

 

Dottoressa Gatti, la gente, oggi, non è molto sensibile alle tematiche ambientali. Ad esempio in pochi conoscono il caso Quirra e i suoi veleni. Potrebbe spiegarci brevemente cos’è accaduto realmente al Poligono Militare?

Il Poligono Militare PISQ situato al Salto di Quirra è uno dei più grandi d’Europa, forse il più grande, circa 12.000 ettari.

Viene usato per attività militari come addestramento per i soldati, ma anche per prove di ordigni bellici e per attività a fini commerciali che comportano esplosioni o attività rischiose.

Polveri nanometriche (0,1 micron) possono oltrepassare la membrana cellulare e interagire con il DNA. Questo contatto può significare tumore

Il poligono è diviso in due parti: uno situato al mare dove si sperimentano missili e sistemi di puntamento e dove si esercita un’attività di prova motori per missili con combustibili di nuova generazione. L’altro è situato a 600 metri sul livello del mare e in mezzo ad una natura antica si fanno esercitazioni militari, si smaltiscono ordigni obsoleti e si fanno prove di esplosioni di tubi per condutture sottomarine e non.

Tutte queste attività comportano combustioni ad alta temperatura con rilascio di polveri che inquinano l’ambiente. Nella zona attorno al Poligono ci sono vari paesi come Quirra, Villaputzu, San Vito, Escalaplano e Perdasdefogu.

Nella zona non ci sono industrie di sorta e il traffico automobilistico è scarso e limitato praticamente solo al periodo estivo. In questo angolo di mondo dove vivono centenari ci sono state nel tempo morti sia di paesani sia di soldati che afferivano al Poligono per patologie tumorali e nell’arco di alcuni anni, 1986-88, la nascita di alcuni bambini malformati. I pastori della zona hanno registrato patologie abortive e malformazioni anche negli animali della zona.

 

 

Quali danni ambientali hanno creato queste esplosioni, e per quale motivo?
È ovvio che l’esplosione di ordigni bellici obsoleti, ad esempio, ha generato polveri, soprattutto metalliche, che hanno invaso il territorio e anche le zone attorno al Salto di Quirra contaminando ad esempio l’erba che le pecore al pascolo nel territorio brucano; quindi le polveri possono entrare nella catena alimentare.  La zona dell’esplosione, per il forte calore sviluppato durante queste attività, è stata resa sterile e non cresce più nemmeno l’erba. E’ naturale che queste polveri portate dal vento hanno poi inquinato l’aria, polveri che la popolazione può respirare o mangiare con cibo inquinato.

 


Non solo danni ambientali, ma anche alle persone. Si è parlato di gravi insorgenze tumorali e nascite di feti malformati… 

È cosa nota che respirare o ingerire polveri può nuocere alla salute.

Sappiamo che concentrazioni di polveri da 10 micron di diametro (PM10) eccedenti il limite di 40 microg/Normalmetro cubo inducono il sindaco di una città a fermare il traffico urbano perché rappresentano un pericolo per la salute umana.

Queste polveri, essendo generate ad alta temperatura, possono essere anche submicroniche e una volta respirate non si fermano nei polmoni ma possono invadere tutti i settori del corpo umano. Non solo, ma polveri nanometriche (0,1 micron) possono oltrepassare la membrana cellulare e interagire con il DNA. Questo contatto può significare tumore.

Polveri così sottili possono poi superare la placenta e interferire con lo sviluppo di un embrione causando malformazioni.

 

 

Qualcuno si è veramente premurato di tutelare o difendere i militari?

Da 18 anni io illustro questi meccanismi di interazione di polveri ultrasottili con l’uomo /animale al fine di fare prevenzione.

In guerra questo non sempre è possibile, ma in un poligono di tiro dove tutte le attività sono programmate ritengo che si possano attivare delle misure cautelative. Al  momento non so se siano state attivate misure cautelative per certe attività.

So per informazioni arrivate in Commissione Uranio Impoverito che alcune attività sono state sospese.

 

 

A quanto ammonta il tasso di omertà su questa vicenda?

Non credo si possa più parlare di tasso di omertà da quando un Procuratore di Lanusei ha aperto un’inchiesta sulla problematica, da quando ha sequestrato il Poligono di tiro, comprese le discariche in esso contenute  e da quando si è aperto un procedimento penale presso l’omonimo Tribunale.

 

 

Che ruolo hanno avuto le sue ricerche all’interno del processo ancora in atto?

Dopo attacchi diretti per screditarmi come testimone, hanno cercato di sminuire le mie ricerche. Non mi sembra siano riusciti a dimostrare che le polveri facciano bene alla salute

Il Procuratore di Lanusei mi ha chiamato come consulente tecnico per le mie ricerche scientifiche fatte sia su campioni patologici umani dei cittadini dei paesi attorno al Poligono sia su agnelli malformati sia su campioni ambientali, campioni che dimostravano una contaminazione che non ci si aspetterebbe in un ambiente privo di attività industriali


Il 28 marzo scorso, ancora a Lanusei, lei ha parlato per più di otto ore in Tribunale: che situazione ha visto? Pensa che, prima o poi, giustizia sarà fatta?

Le ore erano quasi 10.

Era la mia seconda audizione in quel Tribunale, la prima in Febbraio (al tempo del sequestro a Modena dei miei computer) interrogata dal Pubblico Ministero, la seconda interrogata dai difensori dei generali che si sono susseguiti a capo del Poligono.

Dopo attacchi diretti per screditarmi come testimone, hanno cercato di sminuire le mie ricerche. Non mi sembra siano riusciti a dimostrare che le polveri facciano bene alla salute. È ovvio che non posso sapere quale sarà il giudizio finale.



L’inquinamento bellico si fermerà dopo il caso Quirra? 
Credo che la domanda sia malposta. La guerra con le sue esplosioni farà sempre male e sempre dei morti postumi. Forse, però, le attività del poligono cambieranno.

 

 

Parliamo di leucemie. Le vostre ricerche stanno avanzando o, senza il microscopio, è tutto fermo?

No, le nostre ricerche continuano. Quelle sulle leucemie sono interrotte per il divieto di collaborazione imposto alle persone che avevano aderito al progetto.

Divieto da imputare alla nostra attività di ricerca sui vaccini. Cosa c’entra? Niente, ma è la tattica di chi deve continuare a fare i suoi interessi.

 

 

I casi di leucemia sono aumentati negli ultimi anni? 
Come quasi tutti i cancri, anche le leucemie aumentano.

 

I metalli pesanti sono atomi o molecole dotati di una tossicità che potremo chiamare chimica. Le particelle aggiungono a quella tossicità l’essere corpi estranei che, come tali, l’organismo rifiuta e combatte. Insomma, sono più aggressive con l’aggravante di essere meno note dei veleni classici

Può spiegarci, in sintesi e per quanto possibile, il legame esistente fra l’insorgenza di questa tremenda malattia, i metalli pesanti e le polveri sottili che quotidianamente respiriamo?
Le polveri sono corpi estranei che esercitano l’effetto infiammatorio che è regolarmente all’origine dei tumori.

Insomma, niente di sorprendente. Non confonda anche lei i metalli pesanti con le particelle. I metalli pesanti sono atomi o molecole dotati di una tossicità che potremo chiamare chimica.

Le particelle aggiungono a quella tossicità l’essere corpi estranei che, come tali, l’organismo rifiuta e combatte. Insomma, sono più aggressive con l’aggravante di essere meno note dei veleni classici.



In un recente articolo apparso su La Stampa, lei ha parlato dell’inquinamento presente nella città di Sassuolo (tanto per fare un esempio), dove sono presenti più di 200 fabbriche di piastrelle ceramiche. È vero che, tale inquinamento, può provocare serie complicanze anche sulle gravidanze?

Noi abbiamo osservato che le polveri passano con enorme facilità da madre a feto dove, come è intuibile, esercitano la solita azione dei corpi estranei.

Dunque, aborti se l’inquinamento arriva all’inizio della gestazione, malformazione e cancro se arriva dopo. Per fortuna non è sempre così, anche se gli aborti crescono in modo preoccupante e i casi di bambini che nascono malati di cancro non sono affatto infrequenti.

 

 

Il titolo dell’articolo era in effetti “Uno su quattro ce la fa”….

La Natura sta combattendo una guerra molto impegnativa contro l’Uomo per salvare l’Uomo. 

 

La Natura sta combattendo una guerra molto impegnativa contro l’Uomo per salvare l’Uomo

 

 

Tanto per rimanere in tema gravidanze, sappiamo che in molti vaccini sono presenti linee cellulari di feti abortiti. Oltre al fattore morale – su cui penso si possano fare parecchie considerazioni – dal punto di vista scientifico quali sono i rischi legati alla salute, dal momento che vengono inoculati vaccini aventi al loro interno residui di tessuti umani?
A mio parere, non ci sono rischi particolari.

Anzi, i tessuti umani sono eccellenti, visto che si tratta di feti abortiti appositamente dopo essersi accertati della loro salute. Peccato che la pratica sia mostruosa e che non tutto quello che è tecnicamente possibile fare sia onesto fare. Ma qui mi esprimo solo come essere umano, come madre in particolare e non come scienziata. Scientificamente un tessuto fetale vale qualunque altro tessuto.

 

 

Questo discorso può valere anche per le linee procurate da reni di scimmia o altri animali? 

Desidero che, contrariamente a quello che sostengono varie religioni, Dio non voglia mandare alla perdizione l’Uomo e, per farlo, lo faccia impazzire. Vorrei che sulla testa di chi conta e di chi fa da complice a chi conta scendesse una specie di fiammella pentecostale della saggezza


No: gli animali sono in situazioni diverse. Non è affatto raro che specie animali convivano pacificamente con virus che, invece, sono fortemente patogeni per noi. Il caso dell’SV40, un virus che alloggia senza disturbi reciproci nel Macacus rhesus e che fu usato per il vaccino antipolio ne è un esempio. Iniettando quel virus si rischia un cancro delle ossa o del cervello dell’essere umano.

 

 

Oggi 5 aprile, fra l’altro, è anche il suo compleanno. Ha dunque la facoltà di esprimere un grosso desiderio…
Va bene. Allora desidero che, contrariamente a quello che sostengono varie religioni, Dio non voglia mandare alla perdizione l’Uomo e, per farlo, lo faccia impazzire. Vorrei che sulla testa di chi conta e di chi fa da complice a chi conta scendesse una specie di fiammella pentecostale della saggezza.

 

Grazie, Dott.ssa Gatti, per il tempo dedicatoci e per i preziosi contenuti a noi forniti.

 

 

Cristiano Lugli