Il virus cinese è un’arma biologica?

 

 

 

 

La mortale epidemia di virus animale che si sta diffondendo a livello globale potrebbe aver avuto origine in un laboratorio di Wuhan collegato al programma di armi biologiche segrete della Cina, secondo un esperto israeliano di guerra biologica. A riportare la notizia è la testata americana Washington Times.

 

Il virus che si sta diffondendo a livello globale potrebbe aver avuto origine nel al programma di armi biologiche segrete della Cina

La città di Wuhan è infatti sede dell’unico laboratorio è in Cina in grado di lavorare con virus mortali, che era stato oggetto di un articolo della rivista Nature nel 2017.

 

Dany Shoham, un ex ufficiale dell’intelligence militare israeliana che ha studiato la bio-guerra cinese, ha affermato che l’istituto è collegato al programma segreto di armi biologiche di Pechino.

 

«Alcuni laboratori dell’istituto sono stati probabilmente impegnati, in termini di ricerca e sviluppo, in cinese [nelle armi biologiche], almeno collateralmente, ma non come struttura principale dell’allineamento cinese alle armi biologiche», ha dichiarato Shoham al Washington Times.

 

Questo giornale ha espresso spesso tesi forti nella politica estera americana sopratutto riguardo l’Asia; esso infatti appartiene alla setta detta Chiesa dell’Unificazione del Reverendo Moon, il guru coreano che esegue matrimoni di massa, tra cui quello di Monsignor Milingo che diede scandalo qualche decennio fa.

 

Paolo Liguori su Tgcom24 parla di «migliaia di morti e decine di migliaia di infetti»

La notizia in Italia

 

Tuttavia, in Italia, la notizia è stata incredibilmente rilanciata dal giornalista Mediaset Paolo Liguori su Tgcom24, che parla di «migliaia di morti e decine di migliaia di infetti» nascosti da Pechino, e della chiara origine militare del virus, che gli sarebbe stata confidata da una fonte attendibile. Liguori dà credito alla fonte anche perché nelle scorse settimane gli avrebbe dato anzitempo la soffiata della responsabilità iraniana nell’abbattimento del volo ucraino.

 

Lo spezzone di TG andato in onda assume toni leggermente apocalittici.

 

 

Come è stato ricordato in un articolo sul sito EFFEDIEFFE, potrebbe esserci pure una origine non-cinese del virus, secondo una visione che acquista di significato proprio ora che si sta entrando in una nuova fase di scontro commerciale (le chiamano Trade War – uno scontro effettivo, una vera guerra) tra USA e Cina.

Vi potrebbe essere una «guerra bioeconomica» in corso.

 

Si parlerebbe quindi di una «guerra bioeconomica» in corso. Si tratterebbe, cioè, di un attacco false-flag volto a screditare e danneggiare economicamente Pechino; qualcuno, tra cui alcuni scienziati russi, nel 2003 asserì l’origine artificiale del virus SARS allo scopo di ferire l’economia cinese in ascesa.

 

Prospettive di guerra bioeconomica

 

La CIA ha aperto la strada al campo della guerra bioeconomica ancora negli anni ’70, quando diresse una campagna di guerra bioeconomica contro Cuba. 

 

La CIA ha aperto la strada al campo della guerra bioeconomica ancora negli anni ’70, quando diresse una campagna di guerra bioeconomica contro Cuba. 

Nel suo libro, Biological Warfare in the 21st Century, lo studioso Malcolm Dando descrive la campagna di Cuba, dove si usò una muffa blu contro il raccolto di tabacco dell’Isola castrista, il carbonchio della canna contro il raccolto di zucchero, la peste suina africana (un parente della SARS) contro la popolazione del bestiame e un ceppo emorragico di febbre Dengue contro la popolazione umana.

 

Questi attacchi furono stati progettati per destabilizzare l’economia basata su agricoltura di Cuba. Le operazioni a Cuba furono condotte dopo che il presidente Richard Nixon, in un ordine esecutivo del 1969, vietò l’uso di agenti di guerra biologica. L’ordine di Nixon e la sua firma nel 1972 della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche con la Gran Bretagna e l’Unione Sovietica (che vietava le bio-armi) sono state sistematicamente ignorate dalla CIA e dal Pentagono.

Tuttavia, non dimentichiamo che, al di là della geopolitica, i primi ad approfittarsi del panico da pandemia sono i colossi farmaceutici.

 

Al di là della geopolitica, i primi ad approfittarsi del panico da pandemia sono i colossi farmaceutici

Si ricorderanno anche le corse ai ripari dei governi che comprarono milioni di dosi di vaccini, improvvisati dalle farmaceutiche e pagati a caro prezzo dal contribuente – e infine mai usati.

 

Ricciardi parla di vaccini

 

Ha già avuto modo di dire la sua l’allarmato Walter Ricciardi, già commissario per l’Istituto Superiore della Sanità sotto il governo Renzi, anche in questa situazione trova modo di parlare di vaccini e stigmatizzare la resistenza della popolazione (in una parola, i suoi arcinemici, i cosiddetti no-vax).

 

«L’Italia è una bomba microbiologica a orologeria» dice Walter Ricciardi

«L’Italia è una bomba microbiologica a orologeria» dice a Il Messagero Ricciardi, ora presidente della World Federation of Public Health Association (WFPHA), i rischi che si stanno calcolando con la diffusione del coronavirus cinese sono solo «piccole avvisaglie». La questione centrale, dice Ricciardi, è che «purtroppo, la mancanza di conoscenze scientifiche e di fiducia nei confronti della scienza e quindi dei vaccini sta determinando una grande vulnerabilità e il nostro Paese in questo contesto è uno dei più deboli».

A noi non resta che chiederci, quindi: che sia già in arrivo un vaccino improvvisato per il mortale nuovo  coronavirus cinese ?

 

Il ritornello, insomma, non cambia mai.

 

A noi non resta che chiederci, quindi: che sia già in arrivo un vaccino improvvisato per il mortale nuovo coronavirus cinese?