Il vaccino antinfluenzale tramite cerotto, ispirato a quello contro l’eczema

 

 

 

A nessuno piacciono le iniezioni, che rappresentano un rischio biologico quando vengono scartati aghi e siringhe, e i farmaci liquidi da somministrare devono essere refrigerati. Un nuovo vaccino antinfluenzale tramite cerotto cutaneo, tuttavia, non presenta nessuno di questi inconvenienti.

Ne scrive New Atlas.

 

La mancanza di aghi, e quindi delle resistenze che creano in certe persone, non potranno che aumentare di molto il numero di persone vaccinate.

 

La mancanza di aghi, e quindi delle resistenze che creano in certe persone, non potranno che aumentare di molto il numero di persone vaccinate

Prima di tutto, ci sono già dei cerotti che rilasciano vaccini attraverso la pelle, grazie a una serie di micro-aghi sul lato inferiore. Gli aghi, contenenti una forma essiccata del vaccino, perforano in maniera indolore lo strato superiore della pelle, quindi rilasciano il farmaco nel flusso sanguigno dissolvendovisi.

 

Secondo gli scienziati del Medical Center dell’Università di Rochester, tuttavia, tali micro-aghi possono essere difficili da produrre su scala commerciale. Con questo in mente, i ricercatori Lisa A. Beck, Benjamin L. Miller e Matthew Brewer hanno sviluppato un cerotto in grado di rilasciare il vaccino, ma senza l’uso dei micro-aghi. Utilizza infatti un meccanismo ispirato al cerotto contro l’eczema.

 

Conosciuto anche come dermatite atopica, l’eczema si verifica quando la mancanza di una proteina, nota come claudin-1, fa sì che la pelle diventi eccessivamente permeabile, permettendo agli allergeni come polline e muffe di passare all’interno. Gli scienziati hanno capito che, inducendo temporaneamente quel tipo di permeabilità, il vaccino antinfluenzale presente nella parte inferiore del cerotto sarebbe anche in grado di attraversare la pelle.

 

Ci par di capire che quindi questo tipo di tecnologia vaccinale consista in un temporaneo «eczema indotto» localizzato.

Ci par di capire che quindi questo tipo di tecnologia vaccinale consista in un temporaneo «eczema indotto»

 

Per far sì che ciò accada, hanno miscelato il vaccino con un peptide sintetico noto per legarsi e inibire il claudin-1. Di conseguenza, la barriera cutanea si apre quando viene applicato il cerotto – lasciando entrare il vaccino – per poi richiudersi non appena il cerotto viene rimosso. Il cerotto stesso impedisce l’ingresso di allergeni mentre la pelle è ancora permeabile.

 

Nei test di laboratorio, i prototipi di cerotto sono stati posizionati sul dorso dei topi per diverse ore al giorno, per un periodo di tre mesi. 

 

Le solite «nuove tecnologie vaccinali per il bene dei bambini poveri»: la sceneggiatura non cambia davvero mai, sia che si parli di droni che di esperimenti sull’Ebola

Non c’è stata risposta quando il cerotto è stato applicato su topi che non avevano ricevuto un’iniezione. Questo suggerisce che, come i vaccini antinfluenzali annuali a cui molte persone si sottopongono, potrebbero non essere efficaci sui neonati che non abbiano già ricevuto un’iniezione o altrimenti esposti al virus.

 

Una volta che la tecnologia verrà ulteriormente sviluppata e testata clinicamente sull’uomo, scrive New Atlas,  i ricercatori sperano che possa essere utilizzata per fornire una varietà di vaccini in contesti come le nazioni in via di sviluppo.

 

Lì, i medici con una formazione minima potrebbero somministrare i cerotti ai locali, che non sarebbero scoraggiati dal dolore o dalla natura invasiva degli aghi ipodermici. Inoltre, i cerotti non avrebbero bisogno di essere conservati in celle frigorifere (poiché contengono forme essiccate di vaccini), inoltre non costituirebbero un rischio sanitario una volta eliminati.

 

Rispetto ad una siringa, un cerotto rappresenta un notevole salto di interfaccia: più semplice, più veloce, più indolore. La barriera per raggiungere il sangue della popolazione si assottiglia sempre di più

L’accento umanitario, con relativo ricatto morale terzomondista, in effetti non poteva mancare nemmeno qua. Le solite «nuove tecnologie vaccinali per il bene dei bambini poveri»: la sceneggiatura non cambia davvero mai, sia che si parli di droni che di esperimenti sull’Ebola.

 

Un articolo sulla ricerca è stato recentemente pubblicato sul Journal of Investigative Dermatology.

 

Rispetto ad una siringa, un cerotto rappresenta un notevole salto di interfaccia: più semplice, più veloce, più indolore.

La barriera per raggiungere il sangue della popolazione si assottiglia sempre di più.