Il “nazivaccinismo” è servito: via libera in Senato

Lo scopo di questi articoli non è certo quello di fare gli avvocati, meno che mai gli avvocati del Diavolo.
Però, stando a quanto visto negli ultimi tempi rispetto a ciò che potremmo definire il decreto più coercitivo dopo l’epoca fascista, sono necessari alcuni brevissimi dati, giusto per arricchire un dibattito che pare avere ancora molta carne da mettere al fuoco. Il 4 Giugno scorso, ad esempio, si sono riunite a Roma migliaia di persone per gridare il loro diritto alla libertà di scelta sulla vaccinazione. Questo, però, come volevasi dimostrare, non è servito assolutamente a nulla.

 

Di sistema coercitivo si tratta, e la signora Lorenzin non teme nemmeno di farlo sapere a chiare lettere, avendo bypassato il dibattito con le Regioni, molte delle quali assolutamente in disaccordo con l’aumento delle vaccinazioni rese obbligatorie con il nuovo decreto – si veda infatti la Regione Veneto, che ha impugnato l’ormai legge lorenziniana. E perché è stato impugnato dal presidente della Regione Zaia il quale è ricorso alla Corte Costituzionale attraverso l’Avvocatura dello Stato? Forse perché la Lorenzin non ha fatto caso ad un piccolo problema di incostituzionalità, pur con la firma, senza nessuna remora, del Presidentissimo Mattarella?
Vediamo un po’.

 

Parlando  con un qualsiasi avvocato onesto intellettualmente si possono estrapolare i seguenti dati giuridici rispetto all’incostituzionalità del decreto legge sulla profilassi vaccinale. Ecco alcuni articoli, dati e sentenze contro cui inciampa la Lorenzin e l’attuale governo (mai votato dagli italiani):
-Articoli 2, 3, 10, 13, 14, 21, 28, 32 , 33, 34, 41, 77 della Costituzione italiana; 
-articoli II-63, II-81 e II-84 della Costituzione dell’Unione Europea; 
-articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; 
-articoli 3, 10, 14, 20 e 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea; 
-articoli 4, 5 e 13 del Patto Internazionale sui Diritti Economici del 19/12/1966; 
-articoli 4 e 5 della Convenzione Internazionale contro la discriminazione nel campo dell’educazione adottata dalla 11° Conferenza Generale dell’UNESCO a Parigi il 14/12/1960; 
-articolo 9 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4/11/1950; 
-l’articolo 2 primo protocollo aggiuntivo del 20/03/1982 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4/11/1950; 
-articoli 2, 4 e 5 della Convenzione di Oviedo del 1997 e l’articolo 4 della Carta Europea dei Diritti del Malato di Bruxelles.

A tempo perso si potrebbe altresì citare l’ormai famosa sentenza n. 27 della Corte Costituzionale. Come si vede il materiale da sfogliare è parecchio; materiale che, indubbiamente, alla Lorenzin ben poco interessa. Deve interessare però la concezione folle per la quale un Presidente della Repubblica abbia potuto firmare una simile cosa, pur conoscendo le posizione del Mattarella, inerpicatosi fino a dire che i genitori i quali si rifiutano di vaccinare i propri figli sono nientepopodimeno che degli irresponsabili. Parole certamente ben accolte da tutte quelle famiglie trovatesi a dover affrontare la crescita di un figlio danneggiato da vaccinazione, con tanto di sentenza che ne dichiara la correlazione (e in Italia non sono poche, per quanto gli italioti stentino a crederci grazie alle apposite insabbiature mediatiche).

Ma tant’è che, nonostante qualcuno abbia provato a porre in votazione i presupposti di costituzionalità, martedì 20 Giugno, in Senato, si è trovata immancabile compattezza con un via libera composto da 177 sì, 59 no, e 21 astenuti. Vediamone dunque i volti, cosicché ognuno si possa ricordare – se passasse per la testa la malaugurata idea di andare prossimamente a votare – di chi sono stati i firmatari di questo decreto nazivaccinista e a quale partito fanno riferimento:

Antonio Milo, Eva Longo, Pietro Langella, Lucio Barani, Vincenzo D’Anna, Riccardo Mazzoni, Bruno Alicata, Nitto Francesco Palma, Giacomo Caliendo, Paolo Romani, Bernabò Bocca, Maria Rosa Rossi, Andrea Mandelli, Sante Buffata, Francesco Scoma, Michele Boccardi, Vincenzo Gibino, Marcello Gualdani, Salvatore Torrisi, Francesco Maria Martinelli, Mario Dalla Tor, Massimo Cassano, Simona Vaccari, Franco Conte, Pippo Pagano, Gabriele Albertini, Roberto Formigoni, Fabiola Antinori, Maurizio Sacconi, Pier Ferdinando Casini, Nico D’Ascola, Guido Viceconte, Francesco Colucci, Bruno Mancuso, Laura Bianconi, Mario Mauro, Paolo Bonaiuti, Salvatore Tito di Maggio, Paolo Maccarato, Cristina de Pietro, Franco Panizza, Claudio Zin, Francesco Palermo, Lorenzo Battista, Miguel Gotor, Ludovico Sonego, Paolo Corsini, Nerina Dirindin, Lucrezia Ricchiuti, Maria Grazia Gatti, Maria Cecilia Guerra, Maurizio MIgliavacca, Carlo Pegorer, Federico Fornaro. Gli altri restanti, a furor di gregge, erano tutti i senatori del Pd.

Insomma, della furibonda lotta per libertà tanto acclamata dai democratici sbandieratori della Costituzione non si ha più traccia alcuna, visto che un discreto numero di articoli è stato in questo frangente stracciato. Anche il collaudato europeismo non sembra trovare spazio in un decreto che, quale onore, è unico in Europa per metodi coercitivi e per il numero di vaccinazioni rese obbligatorie, non fatti salvi nemmeno gli articoli menzionati sopra, parte integrante della Costituzione dell’Unione Europea.

D’altronde, come di recente soleva dire il Dottor Stefano Montanari, “rigore è quando arbitro fischia e, dunque, anche un decreto palesemente fuori da qualunque legalità diventa magicamente legittimo”.

Qualche indiscrezione forniva invece aneddoti interessanti circa l’evolversi del decreto Lorenzin-Glaxo. Puntare molto in alto perché ogni eventuale e consecutivo “alleggerimento” sia identificato come manna piovuta dal cielo è cosa assai conosciuta nella metodologia psicologica di persuasione: qualcuno dice che, con buone probabilità, i vaccini imposti per regime saranno ridotti a 9 rispetto ai 12 proposti inizialmente (e fino ad oggi), con una consequenziale mitigazione delle sanzioni inflitte ai genitori che decidono di non sottoporre i propri figli alla carneficina della vaccinazione di massa. Se così fosse il tutto si rivelerebbe ancor più per ciò che è: un pilotaggio capace di ottenere grandi risultati nel tempo, contentando tanti tiepidi in forza di un male minore.

Staremo a vedere. Quel che certo è che quanto sta accadendo ha svegliato molti, e rimangono pochi quelli ad essere convinti dell’impeccabilità di Sua Sanità Beatrice Lorenzin e dei siringoni pronti a bucare milioni di bambini fin dalle prime fasce in cui sono avvolti.

Si salvi chi può, e chi pensa di non potere pensi presto a come fare.

 

Cristiano Lugli

 

 

apparso precedentemente qui.