Il laboratorio legislativo australiano per l’eutanasia

 

 

Nel dicembre 2017 il Parlamento dello stato australiano del Victoria, a maggioranza laburista, ha approvato la legislazione sulla morte assistita. La legge è entrata in vigore a giugno e il primo paziente è già morto.

 

Le domande di morte di una dozzina di vittoriani sono già state approvate. Anche altri due stati laburisti stanno discutendo dell’eutanasia – e sembra che la loro legislazione sarà ancora più permissiva rispetto a quella del Victoria.

 

Secondo i critici dell’eutanasia intervistati da The Australian, si tratta di un «brivido mortale», di uno scivolamento pericoloso.

 

«Vi è una seria preoccupazione per questo slittamento», afferma il presidente del comitato legale etico e medico dell’Australian Medical Association, Chris Moye.

Le domande di morte di una dozzina di vittoriani sono già state approvate

 

«Molti di questi (cambiamenti) stavano accadendo anche prima che la legge vittoriana, che ha solo due mesi, venisse stata effettivamente testata. A questo punto, non abbiamo visto come funziona la morte assistita in Victoria, eppure lo slittamento si sta verificando in varie giurisdizioni. Penso che ci siano due ragioni: la gente l’avrebbe sempre guardata (la legge vittoriana) e la tendenza è sempre quella di allentare la legislazione».

 

I critici si concentrano sui dettagli di un disegno di legge proposto nel parlamento dell’Australia occidentale. Nello stato di Victoria, i medici non sono autorizzati a sollevare il tema della morte assistita. Ma in Australia occidentale, i medici sarebbero autorizzati a suggerire la possibilità di eutanasia senza coinvolgere nessuno specialista.

In Australia occidentale, i medici sarebbero autorizzati a suggerire la possibilità di eutanasia senza coinvolgere nessuno specialista

 

Anche l’obiezione di coscienza è più difficile. A Victoria, i medici che si oppongono non sono obbligati a consigliare al paziente un altro medico; in Australia Occidentale, invece, lo sarebbero.

 

Nel Queensland, una commissione parlamentare sta valutando alcuni progetti di legge. Questo è ancora più permissivo del Victoria o dell’Australia Occidentale. Non esistono vincoli di tempo – è sufficiente che il paziente soffra di una malattia terminale incurabile che causa una sofferenza intollerabile e duratura.

 

Resta da capire se anche la depressione possa configurarsi come «sofferenza intollerabile e duratura»: da qui al suicidio assistito dallo Stato (nel senso pieno della definizione) il passo è brevissimo. Fermo restando che cosa sia una sofferenza «intollerabile» resta di definizione ardua e altamente soggettiva.

 

 

Fonte: Michael Cook per BioEdge