Il Coronavirus e quel numero sospetto di decessi

 

 

Renovatio 21 traduce questo articolo di William F. Engdahl con il consenso dell’autore

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Non solo i modelli di Coronavirus vengono utilizzati dall’OMS e dalla maggior parte delle agenzie sanitarie nazionali sulla base di metodologie altamente dubbie, e non solo vengono utilizzati test di qualità estremamente diversa, che confermano solo indirettamente la presenza di anticorpi per una possibile infezione da COVID-19.

 

Le attuali stime di decessi legati al Coronavirus si stanno rivelando problematiche per una serie di ragioni

Ora le attuali stime di decessi legati al Coronavirus si stanno rivelando ugualmente problematiche per una serie di ragioni. Forniscono allarmanti spunti di riflessione in merito alla saggezza di mettere deliberatamente la maggior parte delle persone del mondo – e con esse l’economia mondiale – in stato di blocco in stile Gulag basandosi sull’assunto che sia necessario contenere le morti e prevenire il sovraccarico dei servizi di emergenza negli ospedali.

 

Quando osserviamo più da vicino le definizioni utilizzate in vari paesi per «morte correlata a COVID-19», otteniamo un quadro molto diverso di quella che si dice essere la piaga più mortale che minaccia l’umanità dall’«influenza spagnola» del 1918.

 

 

Le definizioni di USA e CDC

Ad oggi, si dice che gli Stati Uniti siano la Nazione con il maggior numero di morti per COVID-19, al momento in cui scriviamo, con i media che riportano circa 68.000 morti per COVID-19.  E qui la situazione diventa sospetta. L’agenzia governativa responsabile del calcolo dei decessi per il paese, il CDC, sta facendo enormi cambiamenti nel modo di calcolare i cosiddetti nuovi decessi per Coronavirus.

 

Quando osserviamo più da vicino le definizioni utilizzate in vari paesi per «morte correlata a COVID-19», otteniamo un quadro molto diverso di quella che si dice essere la piaga più mortale che minaccia l’umanità dall’«influenza spagnola» del 1918

A partire dal 5 maggio, il National Center for Health Statistics (NCHS) del Center for Disease Control and Prevention di Atlanta, l’agenzia centrale che registra la causa della morte a livello nazionale, ha riportato 39.910 decessi causati dal COVID-19. Una nota in calce lo definisce come «Morti con COVID-19 confermato o presunto».

 

Come un medico emetta il giudizio «presunto» è lasciato alla discrezionalità dell’ospedale e degli operatori sanitari.

 

Sebbene i test del Coronavirus siano noti per essere soggetti a risultati inaccurati, il CDC afferma che anche se non sono stati effettuati test, un medico può «presumere» la presenza di COVID-19. Utile da notare per la prospettiva, è il numero di decessi negli USA registrati per tutte le cause nello stesso periodo dal 1 febbraio al 2 maggio, pari a 751.953.

 

Ora la cosa diventa ancora più oscura. Il CDC ha pubblicato questo avviso: «A partire dal 14 aprile 2020, i conteggi dei casi e dei decessi del CDC includono sia casi confermati sia probabili e i decessi». Da quel momento, il numero dei morti considerati COVID-19 negli Stati Uniti è esploso in modo allarmante. In quel giorno, il 14 aprile, il bilancio delle vittime del Coronavirus di New York City è stato rivisto con l’aggiunta di 3.700 vittime, con la previsione che il conteggio includesse ora «persone che non avevano mai avuto un test positivo per il virus ma si presumeva che ne fossero affette».

A ospedali e medici viene detto di indicare COVID-19 come causa di morte anche se, diciamo, un paziente di 83 anni con diabete o problemi cardiaci preesistenti o la polmonite muore con o senza test COVID-19

 

Il CDC ora definisce confermato come «confermato da prova di laboratorio positivo al COVID-19», che, come abbiamo notato altrove, include test di precisione dubbia, ma almeno si tratta di test. Quindi definiscono «probabile» come «senza test di laboratorio di conferma eseguiti per COVID-19.» Solo un’ipotesi del medico di turno.

 

Ora, lasciando da parte la grande discrepanza tra i decessi COVID-19 nei titoli del CDC al 5 maggio pari a 68.279 e il totale aggiornato di 39.910 decessi per lo stesso periodo, troviamo un altro problema. A ospedali e medici viene detto di indicare COVID-19 come causa di morte anche se, diciamo, un paziente di 83 anni con diabete o problemi cardiaci preesistenti o la polmonite muore con o senza test COVID-19.

 

Il CDC informa: «Nei casi in cui una diagnosi definita di COVID non può essere fatta ma è sospettata o probabile (ad esempio le circostanze sono convincenti con un ragionevole grado di certezza), è accettabile riportare COVID-19 su un certificato di morte come “probabile ” o “presunto”». Questo, incredibilmente, apre la strada per ingigantire il numero di morti per Coronavirus negli Stati Uniti.

 

«Gli ospedali che ricevono molti pazienti COVID-19 ottengono anche denaro extra dal governo»

 

Un grande incentivo economico

Una disposizione del Coronavirus Aid, Relief ed Economic Security Act del marzo 2020, meglio conosciuto come CARES Act, offre un importante incentivo agli ospedali degli Stati Uniti, la maggior parte dei quali privati a scopo di lucro, a considerare i pazienti appena ammessi come «presunti COVID-19». Con questo semplice metodo, l’ospedale ha quindi diritto a un pagamento nettamente maggiore dall’assicurazione statale Medicare, l’assicurazione nazionale per gli over 65.

 

La parola «presunto» non è scientifica, per nulla precisa ma molto allettante per gli ospedali preoccupati per il loro reddito in questa crisi.

 

La dott.ssa Summer McGhee, preside della School of Health Sciences dell’Università di New Haven, osserva che «La legge CARES ha autorizzato un aumento temporaneo del 20 percento dei rimborsi da Medicare per i pazienti COVID-19 …» Ha aggiunto che, di conseguenza, «gli ospedali che ricevono molti pazienti COVID-19 ottengono anche denaro extra dal governo».

 

Quindi, secondo un medico del Minnesota, Scott Jensen, che è anche senatore dello Stato, se un paziente considerato COVID-19 viene sottoposto a ventilazione, anche se si presume soltanto che abbia il COVID-19, l’ospedale può essere ottenere un rimborso che ammonta al triplo dall’assicurazione Medicare.

Se un paziente considerato COVID-19 viene sottoposto a ventilazione, anche se si presume soltanto che abbia il COVID-19, l’ospedale può essere ottenere un rimborso che ammonta al triplo dall’assicurazione Medicare

 

Il dott. Jensen ha dichiarato a un intervistatore televisivo nazionale: «In questo momento Medicare sta determinando che se si ha un ricovero COVID-19 in ospedale si ottengono $ 13.000. Se quel paziente COVID-19 usa un respiratore, l’ospedale riceve 39.000 dollari, tre volte tanto».

 

Non c’è da stupirsi che stati come il Massachusetts abbiano improvvisamente iniziato a retrodatare la causa dei decessi fino al 30 marzo, gonfiando in modo significativo i numeri delle morti COVID, o che il governatore di New York Andrew Cuomo abbia iniziato a richiedere 30.000 ventilatori e attrezzature di emergenza nello stesso periodo, ad inizio aprile, apparecchiature che non erano necessarie.

 

In breve, le statistiche sulla morte da COVID-19 negli Stati Uniti sono altamente dubbie per una serie di ragioni, non da ultimo per gli enormi incentivi finanziari per gli amministratori ospedalieri a cui era stato detto di annullare tutte le altre operazioni per creare spazi per una prevista invasione di malati di Coronavirus. Il crescente numero di morti che si dice siano “COVID-19 o presunto” incide sulle decisioni di bloccare l’economia e, in effetti, crea una pandemia economica senza pari.

Non c’è da stupirsi che stati come il Massachusetts abbiano improvvisamente iniziato a retrodatare la causa dei decessi fino al 30 marzo, gonfiando in modo significativo i numeri delle morti COVID

 

 

Morti in Italia per COVID?

Non solo i numeri dei decessi negli USA per COVID-19 fanno sorgere serie domande. Se guardiamo da vicino, la maggior parte dei paesi più colpiti presenta dati altrettanto dubbi. Fino a poco tempo fa uno dei più alti tassi di mortalità per COVID-19 nell’UE era l’Italia, dove i focolai si sono concentrati in Lombardia e nelle adiacenti regioni del nord industriale. Anche in questo caso la definizione di causa della morte è stata confusa.

 

Un rapporto nel Journal of American Medical Association di un gruppo di medici italiani che ha analizzato le cifre preoccupantemente alte di COVID-19 ha sottolineato che quando le autorità mediche statali hanno esaminato dettagliatamente il caso di un campione di 355 «presunti» COVID-19 morti, hanno scoperto che l’età media era di 79,5 anni.

In breve, le statistiche sulla morte da COVID-19 negli Stati Uniti sono altamente dubbie per una serie di ragioni, non da ultimo per gli enormi incentivi finanziari per gli amministratori ospedalieri a cui era stato detto di annullare tutte le altre operazioni per creare spazi per una prevista invasione di malati di Coronavirus

 

«In questo campione, 117 pazienti (30%) soffrivano di cardiopatia ischemica, 126 (35,5%) di diabete, 72 (20,3%) avevano un cancro attivo, 87 (24,5%) presentavano fibrillazione atriale, 24 (6,8%) erano affetti da demenza, e 34 (9,6%) avevano avuto un ictus. Il numero medio di malattie preesistenti era 2,7. Complessivamente, solo 3 pazienti (0,8%) non presentavano altre malattie.»

 

Ciò significa che il 99,2% del campione presentava altre malattie gravi.

 

In Italia, le persone che si sono dimostrate positive al COVID-19, indipendentemente dalla gravità della malattia preesistente, sono state classificate come vittime di COVID-19. L’Italia ha in media la popolazione più anziana dell’UE e il peggior inquinamento atmosferico nell’UE, specialmente nella regione Lombardia. Dal primo caso all’inizio di febbraio fino al 6 maggio, l’Italia ha dichiarato 29.315 decessi per il COVID-19. Questo numero supera il totale dei decessi nel 2017 attribuiti a influenza e/o polmonite che sono stati 25.000.

 

La mancanza di test concordati in modo uniforme e le inesattezze di molti test utilizzati, nonché i criteri estremamente dubbi per dichiarare una causa di morte come«da» COVID-19 suggeriscono che è giunto il tempo per riesaminare le misure di blocco senza precedenti, distanziamento sociale, possibili vaccini obbligatori di effetto non dimostrato, che stanno creando quella che sta diventando la peggiore depressione economica dagli anni ’30

La ragione dell’apparente picco dovrebbe essere indagata seriamente, ma anche le notizie che hanno scatenato il panico tra i lavoratori ospedalieri per la dichiarazione di chiusura da parte del governo Conte, con migliaia di persone che fuggono dall’Italia verso i loro paesi di origine, in Polonia o altrove, potrebbero aver avuto un ruolo.

 

Il 31 marzo un rapporto dell’Italia settentrionale affermava: «Nelle ultime settimane, la maggior parte delle infermiere dell’Europa orientale che hanno lavorato 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana per sostenere le persone bisognose di cure in Italia, hanno lasciato il paese in tutta fretta. Non è un evento di poco conto a causa del panico, del coprifuoco e della chiusura dei confini minacciati dai “governi di emergenza”.»

 

In molti paesi il quadro è quello di un’infezione di tipo influenzale lieve con tassi di mortalità analoghi. La mancanza di test concordati in modo uniforme e le inesattezze di molti test utilizzati, nonché i criteri estremamente dubbi per dichiarare una causa di morte come«da» COVID-19 suggeriscono che è giunto il tempo per riesaminare le misure di blocco senza precedenti, distanziamento sociale, possibili vaccini obbligatori di effetto non dimostrato, che stanno creando quella che sta diventando la peggiore depressione economica dagli anni ’30.

 

 

William F. Engdahl

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

Questo articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook e ripubblicato secondo le specifiche richieste.

 

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