Il coronavirus contiene “inserzioni di HIV”: un’arma biologica creata artificialmente?

 

 

Negli ultimi giorni, la stampa mainstream ha respinto con forza una teoria sulle origini del coronavirus di Wuhan . La teoria sostiene che la Cina avrebbe ottenuto il coronavirus attraverso un programma di ricerca canadese e avrebbe iniziato a trasformarlo in un’arma biologica presso l’Istituto di virologia di Wuhan.

Una correlazione artificiale tra il coronavirus e il virus dell’AIDS?

La teoria sostiene che il virus, sviluppato da esperti in malattie infettive, potrebbe aver avuto origine nel laboratorio con sede a Wuhan del Dr. Peng Zhou, il principale ricercatore cinese dei sistemi immunitari dei pipistrelli, in particolare nel modo in cui i loro sistemi immunitari si adattano alla presenza di virus come il coronavirus e altri virus distruttivi. In qualche modo, il virus è fuggito dal laboratorio. La storia dell’origine del mercato ittico di Hunan come origine del virus sarebbe solo una sceneggiata strategica.

La teoria sostiene che la Cina avrebbe ottenuto il coronavirus attraverso un programma di ricerca canadese e avrebbe iniziato a trasformarlo in un’arma biologica presso l’Istituto di virologia di Wuhan

 

Un rispettato epidemiologo, l’harvardiano dottor Eric Feigl-Ding, ha scritto su Twitter che il virus sembrava essere molto più contagioso di quanto si pensasse inizialmente e sta rilevando irregolarità nel genoma del virus che suggerisce che potrebbe essere stato geneticamente progettato ai fini di un’arma, e non una qualsiasi arma, ma la più mortale di tutte.

 

Nel paper «Uncanny similarity of unique inserts in the 2019-nCoV spike protein to HIV-1 gp120 and Gag», gli autori, alcuni ricercatori indiani, sono sconcertati dalla presenza nel virus di segmenti di RNA  che non hanno alcuna relazione con altri coronavirus come la SARS, e invece sembrano essere più vicini a HIV. Il virus risponde anche al trattamento con farmaci per l’HIV, scrive Zerohedge citando queste fonti.

 

 

«Abbiamo quindi tradotto il genoma allineato – scrivono nel saggio gli scienziati indiani – e abbiamo scoperto che questi inserti sono presenti in tutti i virus Wuhan 2019-nCoV tranne nel virus 2019-nCoV di che ha come ospite il pipistrello (…) Sorprendentemente, ciascuno dei quattro inserti si è allineato con brevi segmenti delle proteine ​​Human Immunficiency Virus-1 (HIV-1)».

 

Perché gli autori del saggio pensano che il virus possa essere creato dall’uomo? Perché quando si osservano gli inserti di cui sopra, che non sono presenti in nessuna delle famiglie di coronavirus più vicine, «è abbastanza improbabile che un virus abbia acquisito inserti così unici per via naturale in un breve periodo di tempo». Invece, possono essere trovati nell’identificazione delle cellule e nelle proteine ​​leganti la membrana situate nel genoma dell’HIV.
«È abbastanza improbabile che un virus abbia acquisito inserti così unici per via naturale in un breve periodo di tempo»

 

Gli autori concludono che «questo cambiamento strutturale potrebbe anche aver aumentato la gamma di cellule ospiti che 2019-nCoV può infettare».

Quindi, la proverbiale «pistola fumante» in questo caso sono le arti del codice genetico del virus che i ricercatori indiani, guidati da Prashant Pradhan dell’Indian Institute of Technology, hanno scoperto, dicendo che potrebbero essere state «incorporate» dall’HIV, che appartiene a una famiglia di virus completamente diversa.
Su Twitter la storia allarmante è stata rilanciata, ritirata e rilanciata più volte dal dottor Feigl-Ding, l’epidemiologo di Harvard, che ci tiene ad insistere sul fatto che non sta cercando di promuovere alcuna «teoria del complotto» sul fatto che il virus sia un’arma biologica sviluppata dai cinesi, sebbene sia difficile trovare un nome proprio per quello che sembra essere un virus artificiale – e molto probabilmente un virus militarizzato.