“Herd Immunity” o “Nerds Immunity”?

Il dibattito sui vaccini porta sempre più, inevitabilmente, ad uno scontro frontale tra chi sposa come “dogma di fede” l’infallibilità dei vaccini e chi prova a dissentire anche di una sola virgola da questa assurda pretesa.
Chi contesta l’ipotesi è solitamente privo di argomenti, se non quelli che, ripetutamente, si vanno sentendo alla televisione per bocca delle varie Lorenzin e Boldrini – quest’ultima che si inventa pure il reato di fake news per non permettere più a nessuno di confutare qualcosa che è ritenuto scientificamente ineccepibile, quando in realtà di ineccepibile non ha niente. La medicina – andiamo anche noi ripetendolo per vedere se qualcuno ha la cortezza di comprendere un dato oggettivo – NON è una scienza, men che meno una scienza esatta. I vaccini agiscono in campo medico e quindi è beninteso che non godano di alcun marchio di infallibilità, ancor meno con i criteri demenziali con cui vengono somministrati e promossi, ovvero tramite profilassi di massa.
Le credibilità di coloro i quali, privi di argomenti, dicevamo, sobbalzano dallo scranno non appena viene messo in dubbio un qualche risvolto della profilassi vaccinista, viene avulsa hic et nunc dallo stesso rifiuto di entrare in non pochi argomenti che evidenzierebbero la fallacia di certi aspetti circa il vaccino, esigendo appunto che puri “atti di fede” vengano considerati e immagazzinati come verità scientifiche. Come dice un tale, “medicina e religione sono due cose diverse”.
Purtroppo però, il belame compulsivo e sistematico di chi ha accettato questi dogmi, si fa via via sempre più prorompente e spietato con chi non si allinea sulla stessa scia d’onda. Basti vedere i recenti casi, anche quelli che coinvolgono i grillini che di fatto non hanno detto niente di significativo e rilevante: con la loro classica sagacia da rompi scatole del “devo avere l’ultima parola io”, hanno chiesto di fare più informazione sui vaccini, epperò considerati da loro come grande risorsa insuperabile. Stiamo parlando della solita vigliaccaggine penta-stellata, tirante del sasso e ritirante della mano, giusto per accaparrare qualche voto in più facendo la parte dei controcorrente. Eppure contro questa presa di posizione ridicola è sobbalzato il New York Times, il Pd, questo e quell’altro, a ricordare che nulla deve essere detto: va bene così, l’informazione non ci deve essere giacché l’ “atto di fede” implica l’affidamento totale e perpetuo, senza bisogno di conoscere e vedere. Ergo, ai caproni basta dire che i vaccini hanno debellato questa e quest’altra ancora malattia; sono sicuri, efficaci e comportano pochi rischi      ( vedasi a questo proposito il bugiardino del Tripedia ( difterite, tetano, pertosse ) ove è scritto, cito: “Le reazioni avverse riportate durante l’uso post-approvazione del vaccino Tripedia includono porpora trombocitopenica idiopatica, SIDS [ che sta a significare Sudden Infant Death Syndrome, cioè la sindrome da morte improvvisa del neonato ndA ], reazione anafilattica, cellulite, autismo [avete letto bene: AUTISMO ndA], convulsioni/convulsioni da grande male, ENCEFALOPATIA, ipotonia, NEUROPATIA, sonnolenza e apnea” ), e potete star certi che questi si accoderanno issando e sventolando il vessillo della sicurezza farmacologica, nonostante questa “vanti” l’insufficienza di studi epidemiologi seri, oltre che l’assenza di veri e propri sistemi di controllo a garanzia di un’effettiva sicurezza ed efficacia di un farmaco, quale è il vaccino, con una natura preventiva e non curativa ( ancora non si capisce infatti come qualcosa che previene possa debellare un’epidemia già in atto in tutta la sua ferocia, come l’esempio del vaiolo spesso cavalcato ).
In questo caso sì, vale il modus di Joseph Goebbels, nonostante qualcuno cerchi di rigirarlo erroneamente a suo piacimento, per utilizzarlo contro una minoranza zittita ed inascoltata: basta ripetere un certo numero di volte qualunque cosa per farla diventare nozione accettata come vera e indiscutibile. I dati confermano che questo vale per chi sostiene l’infallibilità dei vaccini, non per chi non la sostiene.
Il caso più esilarante lo vediamo proprio nell’argomento che vorremmo brevemente trattare in questa sede, quello che coinvolge tanti pecoroni: la cosiddetta “herd-immunity”, che tradotto suona“immunità di gregge”.
In questo specifico caso, l’”articolo di fede” proposto e accettato dai laboriosi studiosi da social network, sarebbe quello che, se non si sottopone a vaccino profilassi almeno il 95% del popolo bue nei riguardi di una determinata malattia infettiva, l’ecatombe sanitaria bussa violentemente alla porta del suolo nazionale – ma che dico: continentale!
E perché proprio il 95%? Perché non il 90, il 97, il 98, il 98,5%? Da dove proviene questo misterioso dato che si rifà ad un 95% per ottenere assoluta sicurezza sanitaria? Chi cerca trova, dicono, ma in questo caso si può star certi che non si troverà un benemerito nulla, giacché non esiste alcun dato oggettivo a probare questo dato. Nessuna indagine, nessuna pubblicazione scientifica sul tema basata su fatti veri, reali.
Se risaliamo agli Anni Trenta troveremo un tale di nome Hedrich, che pubblicò un articolo (Hedrich AW . Monthly estimates of the child population “susceptible” to measles, 1900–1931, Baltimore,Maryland. Am J Hyg 1933;17:613-636) in cui pose il limite al 53%, rifacendosi su di un’esperienza del tutto personale, accaduta nei pressi di Baltimora. Da questo dato, pur fantasioso che sia, ad un 95%, ci passa di gran lunga un oceano.
Medesimamente si può citare l’ottimo testo Janeway’s Immunobiology di Kenneth Murphy, della Washington School of Medicine di Saint Louis, testo la cui autorevolezza è riconosciuta universalmente e dove viene riferito come valore percentuale per raggiungere la c.d. immunità di gregge l’80%. Anche nel suddetto caso però si lascia spazio all’opinione, poiché nulla di quanto asserito circa il dato percentuale necessario è giustificato e basato su fatti; le ipotesi e i pareri personali, pur essendo comunemente cavalcati, in campo scientifico non trovano degna cittadinanza e, essendo che tutto va rigorosamente dimostrato, hanno altrettanta vita breve.
Alla stregua di Goebbels però, ancora volta, il mantra del 95% come immunità di gregge viene ripetuto in tutti i salotti di sottocultura medico-mediatica, ripetuto a gran voce dal sequel di uditori che ormai non vogliono sentir altro. Il 95% deve essere raggiunto, punto e basta! Il perché non si sa, ma non importa: fides est fides. 
Porsi qualche domanda? E perché mai! Che importa se il famoso caso di poliomielite, accaduto in Albania più o meno vent’anni fa ( e rimasto poi unico ), si è verificato laddove la copertura vaccinale toccava il 99%? E che altro importa se in Svizzera – cantone tedesco – ed in Austria, Paesi in cui la gente si vaccina molto meno contro le malattie tradizionali, abbassando di gran lunga la soglia di “immunità”, non sia giammai stata in corso un’epidemia od un aumento di casi di infezione? Orbene, nessuno di questi dati è mai preso in considerazione, ma anzi tuttalpiù è messo a tacere.
Sappiamo altresì che in Austria la media dei casi di morbillo tocca l’8,75 per ogni milione di abitanti, con una copertura vaccinale che si aggira intorno al 76%. La Germania invece, coperta per il 97%, di casi ne ha 12,22 per milione di abitanti.
Pare strano che questa piccola disfatta di sicurezze circa l’immunità di gregge, non venga presa in considerazione da niuno.
Fra tutto questo calderone di ipotesi e di dati scartati dagli scalda salotto e dai perdi-giorno del commento compulsivo, esiste pure un altro fatto: non sostanziale, eppure certamente interessante quantomeno per arricchire un panorama  tendenzialmente spocchioso e fatto di paraocchi. Nell’universo mondo delle malattie esistono, si sa, quei soggetti detti “portatori sani” di una malattia, ovverosia coloro i quali che, pur risultando asintomatici, hanno dentro di loro i germi di una determinata patologia. Questo avviene anche per malattie importanti come la poliomielite, prima ancora che per la meningite di cui esistono tanti portatori sani. Per quanto riguarda la prima, è doveroso ricordare l’ultimo caso di poliomielite verificatosi in Italia nel 1982, contratta da un padre di famiglia che venne a contatto con le feci del piccolo figlio vaccinato. Così come riconosciuto dallo stesso Tribunale di Milano.
Non è quindi da escludere, come nel caso del morbillo di cui già si è abbondantemente parlato su queste pagine, che la popolazione vaccinata covi in potenza la possibilità di trasmettere la malattia contro la quale è vaccinata. Il caso di Disneyland, lo ripetiamo a chi fosse sfuggito, ha ancora molto da insegnare.
Verosimilmente, circa l’efficacia dei vaccini, va anche presa in considerazione la loro attività reale: come con ogni farmaco ( e i vaccini ripetiamo ancora che sono tali ) accade che non su tutti i soggetti siano efficaci e, se lo sono, non lo saranno mai in egual misura. Numerosi sono i casi dimostrati di vaccinati che dal vaccino non hanno sortito nessun vantaggio preventivo. D’altrocanto è pure vero che l’efficacia di un atto sanitario come il vaccino può scemare con il tempo, facendo conseguentemente scemare anche l’immunità conquistata.
Va da sé che, se la copertura della popolazione deve essere mantenuta, sarebbe necessario eseguire controlli periodici per verificare il perdurare dell’immunità, ma visto che il risultato sarebbe quello poc’anzi citato, e cioè lo scemare di essa con il passare del tempo, l’unica proposta a non risultare ridicola come tutte quelle attuali sarebbe la ripetizione delle vaccinazioni a vita, con continui e regolari richiami.
Tolto questo il resto sono chiacchiere, di gran lunga grossolane e prive di un contraddittorio che abbia almeno una caratteristica potersi ritenere tale. Invece che sparare a mò di mitragliatrice sputa scemenze, bisognerebbe piuttosto rendersi conto di quanto gli anticorpi dei nostri figli siano pressoché azzerati già dalla nascita. Essi si ammalano già da neonati delle malattie che un tempo erano destinate a bambini un po’ più grandicelli, a causa del risultato ottenuto dalla vaccinazione compulsiva e massiva alla quale sono sottoposti. In questo modo, ovvero senza lasciar che gli anticorpi si formino sul “campo di battaglia”, si renderanno sempre più prorompenti agenti patogeni di scarsa importanza, almeno originariamente.
Ma tutto ciò è oscuro ( e resterà sicuramente tale ) per i greggi al pascolo nei social, che brucano ogni cosa gli viene propinata dall’alto del Ministero della Sanità, dai Veronesi e dall’Unione Europea assolutamente “pro-vax”. Questi luminari dell’aborto, della fecondazione in vitro, dell’eutanasia, della sodomia esa- e plurivalente, dell’immigrazione di massa presa a carico dalle ONG e della massoneria imperante, avranno tutti certamente buone intenzioni. Saranno tutti certamente dediti a pensare all’altrui salute e al bene del popolo.
In questo incubo, convinti di essere in un bel sogno da cui destarsi non vogliono, continueranno ad albergare tutti coloro i quali contribuiscono abbondantemente al raggiungimento della “Nerds Immunity”.
Cristiano Lugli
Articolo precedentemente pubblicato qui.