Giudice della Pennsylvania si schiera con la campagna Trump

 

 

La campagna Trump è riuscita nei suoi sforzi per annullare la decisione presa unilateralmente dal Segretario di Stato della Pennsylvania di consentire la risoluzione dei problemi con le schede elettorali entro il 12 novembre, piuttosto che la data del 9 novembre che era stata decisa dal legislatore.

 

«La Corte conclude che la convenuta Kathy Boockvar, nella sua veste ufficiale di segretario del Commonwealth, non aveva l’autorità statutaria per emanare la linea guida del 1 ° novembre 2020 alle commissioni elettorali della contea dei rispondenti nella misura in cui tale guida pretendeva di cambiare la scadenza per alcuni elettori per verificare la prova dell’identità», ha detto il giudice Mary Hannah Leavitt in un’ordinanza del tribunale.

Annullata la decisione presa unilateralmente dal Segretario di Stato della Pennsylvania di consentire la risoluzione dei problemi con le schede elettorali entro il 12 novembre

 

Nel frattempo l’ufficio per le informazioni pubbliche del procuratore generale del Michigan Dana Nessel ha minacciato di perseguire penalmente un sito web a meno che non rimuova un video di presunta frode elettorale pubblicato come parte della loro serie su #DetroitLeaks.

 

Come scrive EIR, «questa è un’escalation assolutamente oltraggiosa della censura che sta diventando un luogo comune nel panorama dei social media, difeso con grida di “le aziende private possono fare quello che vogliono!”».

 

In questo caso, lo stesso governo minaccia il processo per la pubblicazione di dichiarazioni che i funzionari statali considerano false.

 

L’ufficio per le informazioni pubbliche del procuratore generale del Michigan Dana Nessel ha minacciato di perseguire penalmente un sito web a meno che non rimuova un video di presunta frode elettorale

Per alcuni, si tratta oramai della visibile disintegrazione del I° Emendamento della Costituzione Americana, quella che garantisce, come diritto inalienabile della persona, la libertà di parola.

 

La libertà di espressione, perfino in Paese che ne avevano fatto una bandiera come gli USA, è oramai un vano ricordo…

 

La libertà di espressione è stata pugnalata assieme alla libertà di movimento, la libertà di opinione, la libertà di cura, la libertà di impresa, e, più generalmente, l’intero impianto giuridico dell’habeas corpus su cui tanta Civiltà occidentale si era basata.