«Gentile presidente Xi Jinping, Lei è una minaccia per il mondo». Editoriale shock del Bild

 

 

Il Bild Zeitung, che qualche italofono chiama anche «la Bild», è il quotidiano europeo più venduto. Tira circa 5 milioni di copie. Si tratta di un tabloid: scandali, gossip, cronaca rosa, donne che mostrano le mammelle ignude in copertina (ma solo sino a 8 anni fa; poi per decisione di redazione le prime pagine mammarie cessarono).

 

Il Bild, che cavalca la pancia del popolo tedesco si è spesso scagliato come un panzer contro gli italiani. Nel 2016, alla vigilia della semifinale dei Mondiale di Germania 2006, dove i tedeschi furono battuti in casa dai guizzi italiani, scrissero che gli italiani erano «mangiaspaghetti».

 

«Lei governa con la sorveglianza e il controllo. Lei non sarebbe presidente senza la sorveglianza. Ha fatto chiudere tutti i giornali e i siti internet che si sono mostrati critici rispetto al suo operato, ma non le bancarelle dove vengono vendute le zuppe al pipistrello. Lei non controlla solo i suoi cittadini, ma li mette in pericolo, e con loro, il resto del mondo»

La Germania, al di là della sua preziosa libera stampa che ama sputazzare sull’Italia, non sembra essere molto di aiuto nel momento del bisogno. A dire il vero, ci si chiede se di aiuto non ne abbia bisogno proprio la Germania, perché – come avviene per la Cina – in molti mettono in dubbio i dati rosei che sta fornendo.

 

Detto questo, vale decisamente la pena di riprendere quanto scritto in un editoriale dal direttore del Bild. Un testo che sta girando per tutte le reti sociali. 

 

Il  Bild aveva scritto che la Cina dovrebbe pagare i danni provocati dal Coronavirus al mondo intero – danni che, aggiungiamo noi, sarebbero stati calcolati da una Università inglese in almeno 4 trilioni di dollari.

 

La Repubblica Popolare Cinese – cioè il Partito Comunista Cinese – attraverso la sua ambasciata in Germania (le ambasciate cinesi sono molto attive, anche quella italiana lo è: chiedete ad uno dei partiti di governo), aveva inviato una lettera al giornale intimandogli una richiesta di scuse.

 

«La sorveglianza è una violazione della libertà. E una nazione che non è libera non può essere creativa, e una nazione che non è innovativa, non inventa nulla. Ecco perché ha trasformato la Cina nel più grande esperimento di furto di proprietà intellettuale. La Cina si arricchisce con le invenzioni degli altri, invece che con le sue invenzioni»

Non si tratta di un battibecco da cortile. Non c’è nulla di più ufficiale, e protocollato, di ciò che fa un’ambasciata. La Cina dice ad un giornale tedesco, in terra tedesca, quello che deve dire. Se non avevate capito che la rete della censura del Dragone non riguarda solo i cittadini cinesi, ma tutto il mondo – perfino quello che osava definirsi «mondo libero» – ora siete serviti.

 

Quindi, il direttore, della Bild Julian Reichelt, ha risposto così, con una lettera diretta all’uomo più potente della Cina e forse della Terra, il Presidente Xi Jinping:

 

«Prima di tutto, Lei governa con la sorveglianza e il controllo. Lei non sarebbe presidente senza la sorveglianza. Lei controlla qualunque cosa faccia qualunque cittadino ma si rifiuta di monitorare i wet market infetti del suo Paese. Ha fatto chiudere tutti i giornali e i siti internet che si sono mostrati critici rispetto al suo operato, ma non le bancarelle dove vengono vendute le zuppe al pipistrello. Lei non controlla solo i suoi cittadini, ma li mette in pericolo, e con loro, il resto del mondo».

 

«La ragione per cui in Cina non si inventa e non si innova è perché non permettete ai giovani del vostro paese di pensare liberamente. La cosa più grande che avete esportato, e che comunque nessuno voleva, è il Coronavirus».

«Secondo, la sorveglianza è una violazione della libertà. E una nazione che non è libera non può essere creativa, e una nazione che non è innovativa, non inventa nulla. Ecco perché ha trasformato la Cina nel più grande esperimento di furto di proprietà intellettuale. La Cina si arricchisce con le invenzioni degli altri, invece che con le sue invenzioni».

 

«La ragione per cui in Cina non si inventa e non si innova è perché non permettete ai giovani del vostro paese di pensare liberamente. La cosa più grande che avete esportato, e che comunque nessuno voleva, è il Coronavirus».

 

«Terzo: Lei, il suo governo e i vostri scienziati sapevate da tempo che il Coronavirus fosse altamente infettivo, ma avete lasciato il resto del mondo all’oscuro. I suoi esperti non hanno saputo rispondere, quando i ricercatori occidentali chiedevano cosa stesse accadendo a Wuhan, era troppo orgoglioso e nazionalista per ammettere la verità. Pensava si trattasse di una disgrazia nazionale e invece si è trasformata in un disastro globale».

«I vostri laboratori a Wuhan hanno fatto ricerche sui Coronavirus nei pipistrelli, ma senza mantenere i livelli di sicurezza elevati che sarebbero necessari. Perché i vostri laboratori tossici non sono così sicuri quanto invece lo sono le vostre carceri per i prigionieri politici? Potrebbe spiegarlo alle vedove in lutto, alle figlie e ai figli, mariti e genitori delle vittime di Coronavirus in tutto il mondo?»

 

«Quarto, il Washington Post riporta che i vostri laboratori a Wuhan hanno fatto ricerche sui Coronavirus nei pipistrelli, ma senza mantenere i livelli di sicurezza elevati che sarebbero necessari. Perché i vostri laboratori tossici non sono così sicuri quanto invece lo sono le vostre carceri per i prigionieri politici? Potrebbe spiegarlo alle vedove in lutto, alle figlie e ai figli, mariti e genitori delle vittime di Coronavirus in tutto il mondo?»

 

«Quinto, nel suo paese il popolo la sta mettendo in discussione, il suo potere sta crollando. Ha creato una Cina impenetrabile, non trasparente. Prima del Covid, la Cina era conosciuta come uno Stato-Sorvegliante, ora è uno stato sorvegliante che ha infettato il mondo con una malattia mortale. Questa è la sua eredità politica».

 

«La sua ambasciata dice che io non sono all’altezza della tradizionale amicizia fra i nostri popoli. Immagino che considera una grande amicizia, quella in cui manda mascherine in giro per il mondo. Questa non è amicizia, la chiamerei imperialismo nascosto dietro un sorriso, un cavallo di Troia. Pianifica di rafforzare la Cina grazie ad una malattia che ha esportato. Non ci riuscirà: il Coronavirus prima o poi sarà la sua fine politica».

 

Immagino che considera una grande amicizia, quella in cui manda mascherine in giro per il mondo. Questa non è amicizia, la chiamerei imperialismo nascosto dietro un sorriso, un cavallo di Troia. Pianifica di rafforzare la Cina grazie ad una malattia che ha esportato. Non ci riuscirà: il Coronavirus prima o poi sarà la sua fine politica»

Che dire. «Ci sarà pure un giudice a Berlino» dice un’espressione entrata nel linguaggio comune in Italia.

 

È una frase di Bertold Brecht, il celebrato drammaturgo della DDR, il Paese della STASI che organizzava anche lo spionaggio fra famiglaire (chiedete ad Angela Merkel, potrebbe saperne qualcosa). È natura che ai tedeschi sul tema della sorveglianza, e sulla trasparenza dello Stato, salti la mosca al naso.

 

Non sappiamo se ci sia un giudice a Berlino. Tuttavia sappiamo ora con certezza che a Berlino c’è un giornalista.

 

 

 

Immagine di Casa Rosada tratta da Wikimedia pubblicata sotto licenza Creative Commons Attribution 2.5 Argentina (CC BY 2.5 AR).