Fondamentalismo vaccinale: metafore di guerra nelle reazioni al COVID-19, nella politica vaccinale e nella sanità pubblica – Parte II

 

 

 

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

[Nota: nella prima parte di questo articolo, il Dr. Doromal ha introdotto il fondamentalismo vaccinale e in che modo, quando si combina con la metafora bellica, erode la fiducia nella sanità pubblica e minaccia l’etica medica.]

 

Nessuna lamentela riguardo i vaccini è più seria dei danni che provocano. La sola possibilità che esistano i danni da vaccino è insidiosa: quella che dovrebbe essere una profilassi salvavita somministrata a un ricevente sano potrebbe provocare gravi lesioni o addirittura la morte.

 

È facile per la medicina e la sanità pubblica rimanere in silenzio o minimizzare la percezione dei danni da vaccino. Come il pediatra Dr. Robert Sears ha affermato in un discorso pubblico, la sola idea di lesioni derivanti dal vaccino è difficile da accettare per i medici e gli specialisti della sanità pubblica quindi, a causa del bisogno di proteggere la loro identità collettiva, la posizione standard dei medici è negare i danni da vaccino.

La sola idea di lesioni derivanti dal vaccino è difficile da accettare per i medici e gli specialisti della sanità pubblica quindi, a causa del bisogno di proteggere la loro identità collettiva, la posizione standard dei medici è negare i danni da vaccino

 

Ad ogni modo, l’approccio della autorità sanitarie pubbliche riguardo ai danni vaccinali è duplice. Mentre riconosce i danni possono accadere, allo stesso tempo dichiara che «i danni da vaccino sono molto rari» e che «i vaccini sono sicuri ed efficaci». Gli stessi medici che devono somministrare i vaccini ripetono le medesime parole.

 

Prima di tutto, i danni da vaccino sono reali. Il Vaccine Injury Compensation Program degli Stati Uniti, un programma gestito dal governo federale che risarcisce le persone danneggiate dai vaccini, finora ha pagato oltre $ 4,4 miliardi

 

Inoltre, ci sono prove che suggeriscono che i danni da vaccino sono sottostimati. Uno studio finanziato dal CDC, «Electronic Support for Public Health – Vaccine Adverse Event Reporting System», condotto nel 2007 dall’Harvard Pilgrim Health Care, ha stimato che meno dell’1% dei danni vaccinali vengono riportati al VAERS.

 

In un’analisi successiva condotta da JB Handley viene dipinto un quadro schiacciante: «Nel 2016, il VAERS ha ricevuto 59.117 rapporti di eventi avversi dei vaccini tra cui 432 decessi e 10.384 visite di emergenza. Se questi 59.117 rappresentano l’1% del totale, ciò implica che attualmente ci sono 5,9 milioni di eventi avversi causati da vaccini in un solo anno».

Il Vaccine Injury Compensation Program degli Stati Uniti, un programma gestito dal governo federale che risarcisce le persone danneggiate dai vaccini, finora ha pagato oltre $ 4,4 miliardi

 

Le metafore della guerra nella sanità pubblica portano all’implicita accettazione dei danni da vaccino come danni collaterali accettabili nella guerra contro le malattie infettive.

 

Un approccio segreto è la norma quando non è professionalmente accettabile per un ufficiale sanitario pubblico o medico riconoscere o discutere la realtà dei danni da vaccino (e chi lo fa viene rapidamente disconosciuto dai suoi pari e dalle organizzazioni professionali). 

 

La premessa del fondamentalismo vaccinale è dunque: se i vaccini sono il modo per vincere la guerra contro le malattie infettive, allora i vaccini stessi sono troppo importanti per essere disincentivati a causa dei danni collaterali o per le rare lesioni da vaccino.

 

L’enfasi su vincere la guerra porterebbe naturalmente a una strategia competitiva in cui vengono sviluppati mezzi per occultare la vera misura dei danni vaccinali e limitare le responsabilità risultanti da questi danni. 

Uno studio ha stimato che meno dell’1% dei danni vaccinali vengono riportati al VAERS

 

Il National Childhood Vaccine Injury Act del 1986 ha creato i mezzi per riportare e risarcire i danni da vaccino, ma non ha creato l’impeto degli ufficiali sanitari né dei produttori di vaccini di indagare sulle rivendicazioni dei danni. Anche quando i danni si ripetono più volte nel tempo, non c’è nessuna voglia di analizzare l’eziologia dietro questi danni. Dopotutto, com’è possibile la critica quando hanno tolto agli oppositori i dati completi con cui possono provare il loro caso? La metafora della guerra e il fondamentalismo vaccinale fanno sì che il plausibile diniego e mediocri analisi di sicurezza siano le strategie standard per difendere i programmi vaccinali delle agenzie di salute pubblica.

 

L’organizzazione per la sicurezza dei vaccini ICAN ha fatto causa al Dipartimento della Sanità e dei Servizi Umani per scoprire se il Dipartimento abbia effettuato il controllo biennale previsto dalla legge del 1986, che apparentemente non è stato effettuato negli ultimi 30 anni.

 

Le metafore belliche nella salute pubblica e il fondamentalismo vaccinale hanno portato a una situazione in cui le persone che hanno subito danni da vaccino e le loro famiglie vengono viste come nemici dal sistema sanitario pubblico che dovrebbe servirli

Le metafore belliche nella salute pubblica e il fondamentalismo vaccinale hanno portato a una situazione in cui le persone che hanno subito danni da vaccino e le loro famiglie vengono viste come nemici dal sistema sanitario pubblico che dovrebbe servirli.

 

Ci sono quattro ingiustizie in gioco qui: 1) il danno da vaccino, 2) il diniego da parte del sistema sanitario pubblico del danno, 3) la natura ostile del sistema di risarcimento governativo e 4) il diniego della società. L’intera sanità pubblica può fare di meglio da un punto di vista etico. 

 

 

Il fine giustifica i mezzi: ignorare il conflitto di interessi

Nella corsa alla vittoria della guerra contro le malattie infettive, è necessario mobilitare molte risorse ma una domanda importante, spesso ignorata, è: chi trae beneficio dalle politiche promulgate?

 

Non bisogna guardare molto lontano per capire che il mercato dei vaccini è un modello finanziario molto lucrativo. Una stima riportata da Bloomberg mostra che il mercato vaccinale vale 58,4 miliardi di dollari. Il CEO di Moderna ha affermato che il COVID-19 da solo può far aumentare tra i 2 e i 5 miliardi di dollari le vendite annuali della compagnia.

Ci sono quattro ingiustizie in gioco qui: 1) il danno da vaccino, 2) il diniego da parte del sistema sanitario pubblico del danno, 3) la natura ostile del sistema di risarcimento governativo e 4) il diniego della società

 

Negli Stati Uniti, il Comitato Consultivo per le Pratiche di Immunizzazione del CDC (ACIP) ha il compito di decidere quali vaccini vanno aggiunti e quali rimossi dal piano.

 

Le sue decisioni sono particolarmente importanti sia per i cittadini che si sottopongono al vaccino sia per i produttori dei vaccini che beneficiano del mercato vincolato creato dalle leggi del governo.

 

Un rapporto del 2000 del Comitato sulle Riforme Governative della Camera dei Rappresentanti afferma: «I membri del comitato consultivo devono rivelare ogni conflitto di interessi e astenersi dal partecipare a decisioni in cui hanno interesse. Le indagini del comitato hanno determinato che le norme sul conflitto di interessi utilizzate da FDA e CDC sono deboli, l’attuazione non è puntuale e i membri del comitato con importanti legami con le compagnie farmaceutiche hanno ottenuto deroghe per partecipare alle procedure del comitato».

Il mercato vaccinale vale 58,4 miliardi di dollari. Il CEO di Moderna ha affermato che il COVID-19 da solo può far aumentare tra i 2 e i 5 miliardi di dollari le vendite annuali della compagnia

 

Un altro rapporto del 2009 del Dipartimento della Sanità ha mostrato gravi violazioni etiche al CDC.

 

Secondo il New York Times: «Il rapporto scoperto che il 64% dei consulenti aveva potenziali conflitti di interesse che non sono mai stati identificati o non sono stati risolti dal centro. Il 13% non ha compilato il modulo per il conflitto di interessi, che avrebbe precluso la partecipazione alle riunioni, ha scoperto Levinson. E il 13% ha votato su questioni che gli ufficiali etici avevano già vietato loro di considerare».

 

Il fondamentalismo vaccinale ha portato a una situazione in cui le agenzie di sanità pubblica non si auto-controllano efficacemente riguardo al conflitto di interessi. Se il loro scopo è vincere una guerra, allora la necessità di rimuovere preconcetti nel processo decisionale e prevenire il regulatory capture viene messa da parte permettendo a personaggi che hanno investito molto denaro di influenzare impropriamente i risultati.

Il fondamentalismo vaccinale ha portato a una situazione in cui le agenzie di sanità pubblica non si auto-controllano efficacemente riguardo al conflitto di interessi

 

 

Più vaccini è uguale a più salute? La sanità pubblica sta avendo successo?

La sanità pubblica sta avendo successo? Questa è una domanda fondamentale perché molti investimenti e sforzi sono stati destinati ai vaccini a discapito di altri possibili sforzi della sanità pubblica. 

 

Le agenzie sanitarie dichiarano orgogliosamente che i vaccini sono tra i più grandi traguardi della sanità pubblica di tutti i tempi, vantando l’eliminazione del vaiolo, della poliomielite e del morbillo nelle Americhe e controllato l’incidenza di una lunga lista di altre malattie infettive. Nel XIX secolo, le malattie infettive erano molto diffuse e le morti da esse causate erano la norma. 

Il problema del fondamentalismo vaccinale sta nell’attribuire la vittoria contro le malattie infettive solo ai vaccini

 

La sanità pubblica giustamente merita i riconoscimenti per il fatto che le morti da malattie infettive sono relativamente rare. Un’analisi della mortalità da malattie infettive condotta da JAMA riporta quanto segue: «La mortalità da malattie infettive è diminuita durante i primi 8 decenni del XX secolo da 797 morti su 100.000 nel 1900 a 36 morti su 100.000 nel 1980 … Dal 1938 al 1952, il declino è stato particolarmente veloce, con la mortalità in calo dell’8,2% ogni anno».

 

Il problema del fondamentalismo vaccinale sta nell’attribuire la vittoria contro le malattie infettive solo ai vaccini. Il calo annuo dell’8,2% nelle morti da malattie infettive è significativo perché gli effetti sono talmente importanti che non possono essere attribuiti al solo vaccino. Infatti, il periodo dal 1938 al 1952 precede il moderno programma vaccinale. I migliori standard di vita, l’aria pulita e l’acqua potabile hanno portato enormi vantaggi nel calo della mortalità.

 

Il fondamentalismo vaccinale porta una revisione storica che enfatizza oltre misura il ruolo dei vaccini e, quindi, a sovrastimare i benefici. È importante notare che i tassi di mortalità da malattie infettive sono crollati di oltre il 90% prima dell’inizio del moderno programma vaccinale, iniziato con il vaccino contro il morbillo nel 1963. 

 

Il fondamentalismo vaccinale porta una revisione storica che enfatizza oltre misura il ruolo dei vaccini e, quindi, a sovrastimare i benefici. I tassi di mortalità da malattie infettive sono crollati di oltre il 90% prima dell’inizio del moderno programma vaccinale, iniziato con il vaccino contro il morbillo nel 1963.

C’è un’altra questione, più ampia, se più vaccini portino ha una salute migliore. Gli Stati Uniti anno uno dei programmi vaccinali più aggressivi al mondo. Dalla nascita ai 18 anni, i bambini ricevono oltre 68 dosi secondo il programma raccomandato dal CDC. Negli anni ’90 il programma per le vaccinazioni infantili è stato triplicato. Lo stato di salute degli americani è migliorato nella stessa proporzione nei decenni seguenti? 

 

Un rapporto della National Academy of Sciences del 2013 ha scoperto che gli americani vivono meno e lo stato di salute complessivo è peggiorato rispetto a quello delle altre 17 popolazioni analizzate. In un’intervista a PBS, Dr. Steven H. Woolf, capo del comitato che ha redatto il rapporto, ha affermato che: «Gli Stati Uniti stanno peggiorando rispetto agli altri paesi sia in termini di aspettativa di vita sia di stato di salute complessivo … Gli Stati Uniti sono scesi sotto ad altri paesi industrializzati sin dal 1980, e il trend mostra un deterioramento continuo a prescindere dall’amministrazione e dalle riforme sociali».

 

È necessario cambiare direzione nella sanità pubblica. Il fondamentalismo vaccinale ha portato il paradigma di «più è meglio» nella sanità pubblica, pratica che sembra avere risultati deludenti. Gli ufficiali sanitari sembrano impersonare il concetto: «Se ha funzionato come strategia nel passato, allora certamente dobbiamo applicarla di più». Questa mentalità è inadeguata nel XXI secolo. 

 

 

Superare il fondamentalismo vaccinale: una nuova ecologia della salute

Nell’urgenza di gestire la pandemia di COVID-19, la sanità pubblica sembra correre sempre più velocemente verso una scogliera esacerbando i problemi trattati sopra. Le agenzie sanitarie puntano tutte le speranze su un vaccino contro il COVID-19 mentre raccomandano pesanti restrizioni per contenere i contagi, tra cui vietare i viaggi, chiudere le scuole, i luoghi di lavoro, etc., a meno che un individuo abbia ricevuto il vaccino, quando sarà disponibile.

La sanità pubblica non è stata in grado di rendere conto per i danni causati dalle sue reazioni al COVID-19 e questo la dice lunga sui grandi fallimenti del riduzionismo e del fondamentalismo vaccinale

 

La sanità pubblica non è stata in grado di rendere conto per i danni causati dalle sue reazioni al COVID-19 e questo la dice lunga sui grandi fallimenti del riduzionismo e del fondamentalismo vaccinale. Il riduzionismo non può captare le numerose sfaccettature sanitarie che esistono in un interscambio dinamico tra l’individuo, i geni e l’ambiente. 

 

A livello biologico, nuove ricerche indicano che il sistema immunitario lavora come un interscambio dinamico tra molteplici sistemi: il sistema innato, il sistema adattivo, il sistema di interferone, il microbioma il sistema nervoso.

 

Noi stessi siamo un complesso ecosistema di cellule umane, batteri nel nostro microbioma e i virus endemici nel nostro viroma. Questo conduce a una conclusione necessaria: il fondamentalismo vaccinale è una strategia antiquata per la sanità attuale. Ma non possiamo rimpiazzare un fondamentalismo con un altro. La sanità pubblica deve muoversi oltre il paradigma del fondamentalismo in cui la sanità pubblica è ridotta a una metrica singola e abbraccia un paradigma che è inclusivo di una visione più ampia di quello che costituisce la sanità.

Il fondamentalismo vaccinale è una strategia antiquata per la sanità attuale

 

La sanità pubblica bisogno di un nuovo modo di pensare che metta la dignità umana in prima linea invece di considerare le persone che dovrebbe proteggere come meri vettori di malattie.

 

La scelta individuale, il consenso informato e la libera scelta vengono scartati come illusioni che devono essere eliminate per vincere la guerra. Per riguadagnare la fiducia del pubblico, la sanità pubblica deve abbandonare la mentalità bellica. Il percorso sostenibile è quello in cui la sanità pubblica è sullo stesso piano degli individui, opposta alla dominazione tirannica sulle masse. 

La scelta individuale, il consenso informato e la libera scelta vengono scartati come illusioni che devono essere eliminate per vincere la guerra. Per riguadagnare la fiducia del pubblico, la sanità pubblica deve abbandonare la mentalità bellica

 

È tempo di smetterla col fondamentalismo vaccinale. Abbiamo bisogno che la sanità pubblica si svegli dalla dialettica del fondamentalismo vaccinale e dalle metafore di guerra che segue nella sua implementazione. Si tratta di un paradigma insufficiente da un’epoca passata, e deve essere rimpiazzato con qualcosa che possa davvero migliorare la sanità pubblica. 

 

La salute, per gli individui e la società, è multi-sfaccettata ed esiste in un ecosistema più vasto. Noi siamo influenzati dai microbi e dai nostri geni, ma anche dall’ambiente, dalle nostre scelte, i nostri costumi culturali, il nostro stato psicologico il nostro giudizio soggettivo sul nostro benessere. Gli indicatori sanitari dovrebbero includere questi fatti. 

 

Fate che la sanità pubblica porti a una vera salute anziché al solo aumento dei vaccini. 

 

Fate che la sanità pubblica porti a una vera salute anziché al solo aumento dei vaccini. 

 

Nate Doromal

Guest Contributor Children’s Health Defense

 

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

© 18 agosto 2020, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.