+Europa e meno coerenza: aborto sì e vaccini pure (senza scelta)

 

 

Facciamo un salto indietro nel tempo, precisamente al 15 febbraio scorso.

Siamo nel bel mezzo di una campagna elettorale che, con grandi frutti, porterà il partito di Bonino Emma ad accaparrarsi un importante 2,5%.

Un fiasco pazzesco, ben pensando che a +Europa il sostegno del «filantropo» miliardario George Soros («l’unico singolo uomo al mondo ad avere una politica estera», dicono i maligni) non si è mai visto mancare, con spot pubblicitari più ricchi di qualsiasi altro partito.

 

Eppure niente: la Bonino proprio non tira.

Sarà l’età, sarà il non essere stata premiata con un ministero negli ultimi due governi, ma rimane il fatto che, anche stavolta, contro ogni aspettativa, Emma non raggiunge la soglia di sbarramento fissata al 3% utile per entrare in Parlamento.

 

Nostro malgrado, però, ben sappiamo che la Bonino Emma si è sempre accontentata perché da quel poco o tanto spazio assegnatole insieme al suo mentore Giacinto Pannella detto Marco è riuscita a “radicalizzare” tutto il Parlamento, vincendo le battaglie fondamentali per la perversione della nazione italiana.

 

Dai Silvio Viale passati al Pd, ai Capezzone passati al Centro-Destra, i Radicali hanno insinuato  sia a destra che a sinistra il veleno della Necrocultura più scellerata.

Essi hanno portato al Paese ondate di morte di livello veramente indicibile.

 

Bisognerebbe domandarsi cosa ci facesse la Bonino, nel 1994, nella lista di Forza Italia (ma eletta con i voti della Lega Nord in Veneto!) con Berlusconi, Dell’Utri e il mitico Previti; passando, oggi, con la listarella di democristiani capitanati da Tabacci.

I Radicali hanno insinuato  sia a destra che a sinistra il veleno della Necrocultura più scellerata. Essi hanno portato al Paese ondate di morte di livello veramente indicibile.

 

 

Con l’appoggio indistinto di tutte le forze politiche parlamentari, le battaglie radicali si sono dipanate tranquille per decenni e decenni.

La CEI, di tutta risposta, è riuscita a fare battaglie ancora peggiori dando alla luce la Legge 40/2004, una legge che, riveliamolo, ammazza più embrioni dell’aborto legalizzato con la 194/1978.

La legge 40/2004 ha permesso, inoltre, un cortocircuito umano (bioetico, filosofico, teologico, biologico) senza precedenti: la sospensione fra la vita e la morte in vitro, racchiusa nei congelatori e con la crioconservazione di ovociti. Ovvero: esseri umani (siamo stati tutti embrioni! Anche, ci si creda o no, Gesù Cristo) immessi in un limbo in cui non sono né vivi né morti, e non possono quindi né vivere né morire.

 

Ma torniamo alla sua campagna elettorale 2018. Ad un certo momento, +Europa inciampa su una strana uscita del suo candidato alla presidenza della Regione Lazio: Davide Tutino.

 

Sul sito ufficiale di +Europa, nella data già ricordata sopra, esce un comunicato titolato «Ai vaccini diciamo sì, per il benessere di tutti».

 

L’incoerenza della Bonino è imperdonabile persino per lei stessa. Le direttive sono più alte di lei e lei, perdendo credibilità, deve accettarle

Leggiamo qualche estratto del contenuto:

 

«In merito alla candidatura alle elezioni regionali del Lazio di Davide Tutino, si rende noto che le sue posizioni sui vaccini sono antitetiche a quelle di +Europa e del suo programma, oltre che alle iniziative e alle battaglie storiche radicali (…) Tutino pone il tema del diritto umano a non vaccinare i “propri” figli: è una posizione da avversare senza alcuna riserva, in primo luogo perché i figli non sono “dei genitori” e non appartengono loro come un arto o un organo interno (su cui può valere in principio della libertà di cura), e in secondo luogo perché a nostro parere il diritto a non vaccinare equivale al diritto a non fare studiare o a non fare giocare i bambini: una scelta che li priva di qualcosa di estremamente utile senza rendere loro assolutamente nulla».

 

Cerchiamo dunque di capire: Tutino, cui nelle vene scorre vero radicale, si opponealla posizione che accomuna Pd e +Europa sul tema delle vaccinazioni obbligatorie.

 

Tutino, sempre come autentico radicale, è coerente con le idee tipicamente radicali: libertà di scegliere. In tutto e per tutto: libertà di uccidere, libertà di decidere come e quando morire, libertà di drogarsi, e via discorrendo. Lui stesso, nella replica fatta al canale ufficiale di +Europa,  si è così pronunciato:

 

«Non sono contrario ai vaccini: chi si vuol vaccinare si vaccini. Se il governo intende addirittura promuovere questo tipo di politiche lo faccia pure, ma altra cosa è l’obbligo per il semplice fatto che ogni atto medico discende da un rapporto fiduciario tra paziente e medico. La legge attuale obbligazionista toglie al medico la possibilità di essere medico, cioè di agire in scienza e coscienza, lui deve dare quel tipo di farmaci al di là del fatto che ci creda o no, quindi non agisce in scienza e coscienza ma obbedendo alla scelta politica. Questo spezza il rapporto fiduciario tra paziente e medico, che diventa un passa carte».

 

E ancora: «C’è già la Costituzione a ribadirlo, c’è tutto quello che si è creato a valle di questa orrida legge perché si è creato il panico tra decine di migliaia di famiglie che vogliono semplicemente scegliere come curarsi, che non hanno mai rotto le scatole a nessuno e che a loro volta non hanno mai detto agli altri di non vaccinarsi. È l’inverso che sta avvenendo: la maggioranza che fa violenza alla minoranza».

 

Non sono solo i vaccini a non essere puliti, ma è la politica che sopra essi si è creata ad essere sporca, marcia e coordinata dalle potenze farmaceutiche: le zanne di un sanguinolento macchinario che va contro la Vita

 

Tutino non fa altro che difendere i diritti per tutti, la libertà a portata di click per ogni cittadino. Come una madre deve avere il diritto di poter abortire un bambino senza che questo sia illegale, così deve poter scegliere quali farmaci somministrargli perché, d’altronde, i vaccini altro non sono che farmaci.

Questa è, in soldoni, la visione ultra-libertaria del radicale.

 

Come si può capire, questo intervento di +Europa sconfessa la carriera della Bonino fin dagli esordi.

Infatti, una volta affermato «che i figli non sono dei genitori» e non appartengono loro «come un arto o un organo interno» ecco che automaticamente la signora in questione dovrebbe diventare contraria all’aborto, dal momento che già alla terza settimana di vita il feto ha una propria attività neuronale, e quindi esiste come essere, seppur non ancora del tutto autonomo; epperò non più un semplice “organo” della gestante, quindi individuo sul quale, per gli stessi motivi etici per cui la Bonino impone i vaccini come non discutibili, la gestante non avrebbe già più diritto di scelta sulla sua esistenza.

 

Eppure la Signora Emma, per mezzo della tanto amata pompa di bicicletta alla mano sradicava questi feti (che non erano  più arto né organo, ma veri esseri umani) senza colpo ferire.  Se ne infischiava della legge (11.000 aborti clandesitini fatti di suo pugno!), che nel merito dei vaccini invece tanto invoca, privando del “diritto alla vita” questi individui indifesi ancora nell’utero  e praticando dunque, sempre in questa logica, dei veri e propri omicidi vietati dalla legge. Nessuno però parlava; i giudici non indagavano o indagavano poco; i ministri democristiani firmavano la legge.

 

Permettetemi di dire, allora, che qualcosa di strano c’è. L’incoerenza della Bonino è imperdonabile persino per lei stessa. Le direttive sono più alte di lei e lei, perdendo credibilità, deve accettarle.

 

Non sono solo i vaccini a non essere puliti, ma è la politica che sopra essi si è creata ad essere sporca, marcia e coordinata dalle potenze farmaceutiche: le zanne di un sanguinolento macchinario che va contro la Vita.

 

Soffermiamoci un attimo a riflettere solo su alcuni personaggi che prenderemo ad esempio.

 

 

 

Silvio Viale: noto abortista torinese che si vantava di «frullare i bambini☼. Più volte oggetto di scandali per atrocità scritte dalla sua pagina Facebook dalla quale sbeffeggiava le madri incerte di abortire ma che poi, alla fine, cedevano sempre alle sue lusinghe. Ex radicale, ora PD. Fiero sostenitore delle vaccinazioni obbligatorie.

 

Marco Cappato: Presidente dell’Associazione Luca Coscioni. Non ha bisogno di presentazioni viste le sue recenti avventure su treni della morte con solo biglietto di andata per la Svizzera. Tramite i legali della sua associazione, presta consulenze e appoggi gratuiti ai genitori divorziati non in accordo sul tema delle vaccinazioni: recentemente, una madre ha portato in tribunale il marito perché non voleva vaccinare la figlia, godendo del contributo legale della Coscioni & Associati. Cappato è, senza farne segreto, fervente sostenitore delle vaccinazioni di massa.

 

Umberto Veronesi: stimato oncologo, conosciuto ed apprezzato anche in ambiente “cattolico” per essere il padre della chirurgia conservativa per la cura dei tumori al seno. Si prodigò nel dire che «l’amore perfetto è quello omosessuale»che deve essere libero. Fortissimo sostenitore delle vaccinazioni obbligatorie insieme al lascito della sua Fondazione.

 

Bill Gates: anche per lui le presentazioni non sono necessarie. Il capitale miliardario di quest’uomo gli permette di investire su tanti campi. Uno dei preferiti è quello a sostegno delle lobby LGBT, per le quali Gates va pazzo. Ha costituito però anche Fondazioni para-benefiche. Una della più importanti è la Bill and Melinda Gates Foundation, occupata ad investire danaro sull’Africa e sull’India, dove come obiettivo primario vi fu la vaccinazione di massa anti-HPV, che costò effetti collaterali ad un gran numero di giovani ragazze, alcune delle quali morte dopo il vaccino, con la seguente rottura dei rapporti correnti tra il governo indiano e la Fondazione gatesiana.

 

La soluzione questi personaggi ce l’hanno già in mano: quando ci saranno sufficienti danneggiati da vaccino, come già ne esistono, riconosciuti e indennizzati dalla legge 210/92, se saranno di troppo saranno, semplicemente e molto democraticamente, eliminati con una candida, dolce, morte da iniezione letale.

Dobbiamo svegliarci: la sete di sacrificio umano – piaccia o non piaccia – non si sazia mai. Servono altri morti, serve che il sabba delle streghe danzi più frenetico,  più forte, serve altro sangue innocente

 

 

Dobbiamo svegliarci: la sete di sacrificio umano – piaccia o non piaccia – non si sazia mai. Servono altri morti, serve che il sabba delle streghe danzi più frenetico,  più forte, serve altro sangue innocente.

E  i Cappato, le Bonino, gli Zingaretti, si adattano a tutto ciò che può far scorrere questo tributo di sangue.

 

Fatte queste atroci quanto doverose considerazioni – che hanno tralasciato tanti, tantissimi dettagli importanti – permettete ad un giovane padre di disprezzare con tutto il suo cuore i radicali e, infine, di avere qualche serio dubbio sulla bontà dei vaccini e sul tanto decantato interesse al bene comune e collettivo che i sostenitori di questo TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) vorrebbero farci bere?

 

La risposta a questo tirannico sopruso, incoerente persino con le linee “democratiche” dei necrocultori, la lascio a Giovannino Guareschi, che con un’indescrivibile lungimiranza a lui propria trattò questo argomento già sessant’anni fa.

“Il medico che, per legge, inocula il benefico vaccino nel braccino di vostro figlio, è una zanna del gran mostro, lo Stato, che uncina una nuova tenera vittima”

— Giovanni Guareschi

 

“Io, un tempo, quando sfogliavo le vecchissime Domeniche del Corriere leggevo sorridendo la spiegazione de Le nostre pagine a colori e mi facevano pena le donnette dei lontani paesi del mezzogiorno che si mettevano in rivoluzione per impedire che vaccinassero i loro bambini. Ma allora non capivo un accidente e pensavo alla greve ignoranza, e alle nebbie grasse della superstizione che inducevano le povere donnette a reputare i medici governativi emissari di chi sa mai quale paurosa centrale di maleficio. E invece le donnette agivano per istinto e credevano di difendere le loro creature dal maleficio, mentre le difendevano dal sopruso dello Stato. È un sopruso necessario [Guareschi scriveva questo quando la poliomielite era ancora malattia pericolosa e presente NdR] ma la lancetta del medico che, per legge, inocula il benefico vaccino nel braccino di vostro figlio, è una zanna del gran mostro, lo Stato, che uncina una nuova tenera vittima”.           

(La Rivoluzione d’Ottobre- Candido n.41, 1949, raccolto nel Corrierino delle Famiglie)

 

Cristiano Lugli