“Embrioni artificiali” creati all’Università del Michigan    

 

 

Gli scienziati americani stanno creando strutture simili agli embrioni che possono essere utilizzate per studiare lo sviluppo embrionale, per testare i farmaci e per la ricerca genetica. I ricercatori dell’Università del Michigan hanno dichiarato alla rivista Nature di aver trasformato le cellule staminali pluripotenti indotte in modelli di embrioni umani in un ambiente micro-fluidico.

 

Sono in grado di creare con successo centinaia di «embrioni artificiali». «È sorprendente la somiglianza a un embrione umano», ha dichiarato al MIT Technology Review Alfonso Martinez Arias, genetista dell’Università di Cambridge. «Questo è davvero spettacolare».

 

I ricercatori sono in grado di creare con successo centinaia di «embrioni artificiali». «È sorprendente la somiglianza a un embrione umano»

«Le nostre strutture di cellule staminali che imitano gli embrioni possono aiutare a colmare le lacune cruciali nella conoscenza del primo sviluppo umano e ciò potrebbe portare a sviluppi positivi», afferma il ricercatore capo Jianping Fu.

 

«Questa ricerca potrebbe aprire una finestra sul periodo fondamentale ma a malapena osservabile compreso tra le due e quattro settimane dopo il concepimento. Questo è un momento in cui si verificano molti aborti spontanei e possono formarsi gravi difetti alla nascita. Gli scienziati hanno persino iniziato a trovare connessioni tra malattie ad esordio tardivo e sviluppo precoce. Dobbiamo capire meglio questi processi se vogliamo definire misure preventive».

Possiamo immaginare che «misure preventive» possa voler dire eliminazione del feto qualora sia ritenuto dai medici «difettoso», «inadatto», o con qualsiasi caratteristica ritenuta non desiderabile

 

Possiamo immaginare che «misure preventive» possa voler dire eliminazione del feto qualora sia ritenuto dai medici «difettoso», «inadatto», o con qualsiasi caratteristica ritenuta non desiderabile.

 

Mentre i ricercatori dell’Università del Michigan stanno mostrando i benefici sullo studio della fertilità e dei difetti alla nascita, la domanda più ampia, ovviamente, è se le loro tecniche possano essere utilizzate per creare embrioni vitali. Gli «embrioni artificiali» vengono distrutti dopo quattro giorni e non hanno tutti i tipi di cellule necessari per svilupparsi normalmente. Il MIT Technology Review commenta:

 

«Gli scienziati credono che potrebbe non passare molto tempo prima che si possano sintetizzare embrioni in laboratorio che siano quasi indistinguibili da quelli creati naturalmente»

«Ma gli scienziati credono che potrebbe non passare molto tempo prima che si possano sintetizzare embrioni in laboratorio che siano quasi indistinguibili da quelli creati naturalmente. La ricerca sugli embrioni artificiali di topi è già progredita al punto che gli scienziati li stanno trasferendo su surrogati femminili e stanno provando a creare animali vivi, anche se non sono ancora riusciti nell’intento».

 

«La preoccupazione è che se gli scienziati potessero creare embrioni umani in laboratorio, qualcuno potrebbe usare quei sistemi per generare persone geneticamente modificate, uno scenario distopico simile ai vivai centrali descritti nel romanzo Brave New World».

La ricerca sugli embrioni artificiali di topi è già progredita al punto che gli scienziati li stanno trasferendo su surrogati femminili e stanno provando a creare animali vivi

 

Lo scorso dicembre, Fu e altri hanno pubblicato un articolo su Nature in cui si chiedeva la regolamentazione di questo tipo di ricerca, in particolare per vietare «l’uso di entità basate su cellule staminali a fini riproduttivi».

 

Tuttavia, la linea tra embrioni umani vitali ed «embrioni artificiali» è tutt’altro che chiara. Il loro criterio è l’intenzione del ricercatore, non «misure surrogate dell’equivalenza tra l’embrione umano e un modello».

 

La linea tra embrioni umani vitali ed «embrioni artificiali» è tutt’altro che chiara

La distinzione è importante, specialmente negli Stati Uniti, dove il finanziamento federale per la ricerca sugli embrioni è vietato dall’emendamento Dickey-Wicker.

 

 

Fonte: Michael Cook per BioEdge