Ecco il reality per i donatori di sperma

 

 

 

Cercasi: consulente di bioetica per Channel 4 nel Regno Unito. Secondo un articolo pubblicato dal quotidiano The Sun, inesauribile fonte di storie di bioetica, i guru del marketing di Channel 4 stanno prendendo in considerazione un reality show basato sulla donazione di sperma. Lo riporta Bioedge.

 

L’idea è che le donne desiderose di avere un figlio, ma non un marito, possano scegliere il proprio donatore di sperma da una serie di candidati. Una giuria aiuterà le aspiranti madri a selezionare quello più adatto. Una fonte interna a Channel 4 ha spiegato il pensiero profondamente etico alla base del programma:

 

L’idea è che le donne desiderose di avere un figlio, ma non un marito, possano scegliere il proprio donatore di sperma da una serie di candidati. «Uno spettacolo che esplora le donne che vogliono avere il controllo completo della propria fertilità e del tipo di famiglia che vogliono creare»

 «Questo è uno spettacolo che esplora le donne che vogliono avere il controllo completo della propria fertilità e del tipo di famiglia che vogliono creare. E ovviamente il concetto rappresenterà una sfida per gli spettatori in quanto non sarà visto come un metodo tradizionale di avere figli».

 

«Ma la realtà è che, allo stato attuale, le donne possono già attraversare un processo simile, in particolare con la crescita di servizi online che coinvolgono donatori anonimi.

 

Quindi l’idea è quella di esaminare quel percorso, come può essere migliorato e come, con maggiori informazioni sui potenziali papà, potrebbero prendere decisioni migliori».

 

Non ci voleva molto perché in Gran Bretagna, patria della tecnologia genocida della fecondazione in vitro e Paese pioniere nell’eutanasia infantile (pensate ad Alfie Evans, o Charlie Gard)  la riproduzione artificiale sfrenata incontrasse la TV spazzatura

Se tutto andrà bene, i futuri genitori si incontreranno per prendere in considerazione la genitorialità congiunta e forse una relazione romantica. Tuttavia, continua The Sun, «Channel 4 desidera sottolineare che non si tratta di un programma di incontri per persone in cerca dell’anima gemella».

 

Bambini concepiti dai reality. La Gran Bretagna, patria della tecnologia genocida della fecondazione in vitro e Paese pioniere nell’eutanasia infantile (pensate ad Alfie Evans, o Charlie Gard) non si smentisce mai. Non ci voleva molto, in un Paese in cui la popolazione è drogata dai tabloid, perché la riproduzione artificiale sfrenata si incontrasse con la TV spazzatura.