Cellule fetali nei vaccini, studente denuncia il Dipartimento di Sanità

 

 

Uno studente del Kentucky ha citato in giudizio il dipartimento della sanità locale che, a seguito di un focolaio di varicella in cui sono state coinvolte 32 persone, aveva escluso gli studenti non immunizzati contro la varicella, precludendo agli stessi di frequentare la scuola e cancellando le attività extrascolastiche.

 

Jerome Kunkel, studente  dell’Istituto Our Lady of the Sacred Heart/Assumption Academy di Walton, nel Kentucky, poco tempo fa aveva rifiutato di vaccinarsi contro la varicella, obiettando per motivi religiosi e citando la sua fede cristiana per fare obiezione di coscienza.

 

Il ragazzo, insieme al padre, sostiene di esser stato discriminato a causa delle sue credenze religiose. Curioso che questo sia avvenuto in un istituto che porta un nome inconfondibilmente cattolico.

Il ragazzo, insieme al padre, sostiene di esser stato discriminato a causa delle sue credenze religiose. Curioso che questo sia avvenuto in un istituto che porta un nome inconfondibilmente cattolico.

 

Ma di questo non c’è da stupirsi.

La settimana scorsa il dipartimento della sanità del Kentucky settentrionale aveva stabilito che tutti gli studenti della scuola che non avessero fornito «prova di vaccinazione o prova di immunità contro la varicella» non avrebbero potuto «frequentare la scuola per il periodo dei 21 giorni successivi alla manifestazione della malattia da parte dell’ultimo studente o dell’ultimo dipendente del personale scolastico».

Queste disposizioni hanno influito anche sulle attività sportive ed extrascolastiche della scuola, che sono state annullate per paura che la malattia si diffondesse in altre scuole e luoghi.

Jerome Kunkel ha dichiarato alla CNN di essere sconvolto dalla decisione del dipartimento sanitario, soprattutto perché questo influirà sulla sua stagione di basket.

 

«Il fatto che non riesca a finire il mio ultimo anno di basket, e l’ultimo paio di parrtite, è piuttosto devastante: passi i primi quattro anni di scuola superiore giocando a basket, e non vedi l’ora che inizi il tuo anno da senior» ha dichiarato il ragazzo.

 

In risposta alla causa legale di Kunkel, il dipartimento della sanità ha dichiarato che «le recenti azioni intraprese dal Dipartimento della Sanità del Kentucky settentrionale a seguito dell’epidemia di varicella scoppiata presso l’Istituto Our Lady of the Sacred Heart/Assumption sono state una risposta diretta a una minaccia per la salute pubblica e una misura necessaria per prevenire un’ulteriore diffusione di questa malattia contagiosa».

 

Bill Kunkel, padre di Jerome, ha dichiarato, di contro, che non crede nel vaccino contro la varicella e che «stanno cercando di imporlo a tutto i costi».

Il vero motivo per questo caso di obiezione di coscienza a carattere religioso? Semplice, il vaccino anti-varicella è prodotto con linee cellulari di feto abortito.

 

Il vero motivo per questo caso di obiezione di coscienza a carattere religioso? Semplice, il vaccino anti-varicella è prodotto con linee cellulari di feto abortito.

 

«E naturalmente – ha spiegato il padre dello studente discriminato per il suo credo – essendo cristiani, siamo contro l’aborto».

L’articolo della CNN che riporta la notizia, prende in considerazione ciò che il National Catholic Bioethics Center avrebbe sentenziato a riguardo di questa materia, ovverosia che linee cellulari di feti abortiti utilizzate per i vaccini risalirebbero a tanti anni fa.

 

«Da quel momento – riferisce il Comitato – le linee cellulari sono cresciute in maniera indipendente, ed è importante notare che le cellule discendenti non sono le cellule del bambino abortito e non hanno mai costituito parte del corpo della vittima».

 

Questo, ovviamente, è totalmente falso. Cristianamente si riconosce, dal concepimento in poi, una continuità indiscutibile della vita umana: da quel momento sino alla morte naturale. Quelle cellule, dunque, sono le stesse: semplicemente perché hanno lo stesso identico DNA della persona che sarebbe cresciuta se quel bambino avesse vissuto.

Se quel bambino fosse nato, sarebbe formato da quelle cellule che ora usano per i vaccini.

 

Se quel bambino fosse nato, sarebbe formato da quelle cellule che ora usano per i vaccini.

 

Le cellule che ora rendono possibile il susseguirsi, lungo gli anni, delle linee cellulari utilizzate per i vaccini, sono poi state estratte da organi di bambini sani, abortiti volontariamente talvolta per una pianificata estrazione di queste cellule – quindi assolutamente parte del corpo – immolate sull’altare di una ricerca immorale è interessata esclusivamente al guadagno: economico prima ancora che scientifico.

 

Le cellule che ora rendono possibile il susseguirsi, lungo gli anni, delle linee cellulari utilizzate per i vaccini, sono poi state estratte da organi di bambini sani

Il National Catholic Bioethics Center si rifà infine, immancabilmente, all’ultima nota della Pontificia Accademia per la Vita sul tema vaccini, risalente al 31 luglio del 2017: «i genitori hanno l’obbligo morale di proteggere la vita e la salute dei propri figli e di coloro che li circondano».

 

Anche in questo caso siamo davanti ad un rivoltante cambio di paradigma sul concetto di moralità, laddove non è più detto, come invece veniva ribadito nel documento del 2005, che i genitori, i ricercatori e i produttori hanno l’obbligo morale di chiedere alternative etiche, al fine di non cooperare, sotto nessun grado, al male intrinseco e gravissimo quale è il male dell’aborto.

 

Il caso del Kentucky apre, invece, uno spiraglio di speranza.