Catto-«tradizionalisti» in mascherina

 

 

 

 

Il lettore distaccato e poco avvezzo a tali tematiche vorrà scusare il disturbo che gli recherò con questo sfogo, uno sfogo che narra di quanto mi dia fastidio la categoria dei cosiddetti «tradizionalisti» in mascherina.

 

Ogni domenica carico in macchina me e tutta la mia famiglia per poter assistere ad una Santa Messa come il Signore comanda, ovvero una Messa tradizionale, anche detta di San Pio V. La Messa di sempre, per intenderci: quella che i modernisti eretici hanno cercato di distruggere in tutti i modi «riformando» la Chiesa e, insieme ad essa, tutta la liturgia cattolica riducendola ad una poltiglia di malcelato protestantesimo liturgico/teologico. 

Messa Motu Proprio: la Comunione, nonostante il rito della Messa di San Pio V non lo preveda affatto e anzi non lo permette, viene rigorosamente distribuita sulle mani e non in bocca, con il sacerdote che gira per i banchi altrettanto rigorosamente mascherato durante la distribuzione del Corpo di Nostro Signore.

 

La scorsa domenica, a causa del mio lavoro a turni che mi costringe a prendere «quel che passa il convento», ho commesso l’errore (a dire il vero perseverato per la seconda volta) di recarmi alla Messa Motu Proprio  ovvero ad una Messa tradizionale celebrata quasi obtorto collo perché richiesta da un cœtus di fedeli, una domenica al mese.

 

In queste Messe comandate, come spesso accade, è tutta apparenza: sia da parte del clero che da parte dei fedeli. 

 

È il ridurre la tradizione a qualcosa di rinchiuso e di centellinato, una volta al mese e non di più per non turbare nessuno e per non sostituire il nuovo rito protestantizzato e cosiddetto «ordinario».

 

Queste celebrazioni, solitamente mal tollerate dalle varie curie d’Italia eccetto rari casi, si attengono in tutto e per tutto alle disposizioni curiali, e in questa epoca di COVID — o post-COVID che sia — più che mai.

I tradizionalisti in mascherina permettono che si profani il Corpo di Cristo tollerando che l’Ostia sia distribuita sulle mani

 

Quindi: la Comunione, nonostante il rito della Messa di San Pio V non lo preveda affatto e anzi non lo permette, viene rigorosamente distribuita sulle mani e non in bocca, con il sacerdote che gira per i banchi altrettanto rigorosamente mascherato durante la distribuzione del Corpo di Nostro Signore. 

 

In pratica, ricercando la sacralità del rito così come è presente nella Messa di sempre, i tradizionalisti in mascherina (che la indossano con grande scrupolo, incoraggiando tutti a portarla correttamente per non rischiare di perdere la Messa mensile in caso di mancata obbedienza agli ordini della Nuova Chiesa Sanitaria amuchinizzata) permettono che si profani il Corpo di Cristo tollerando che l’Ostia sia distribuita sulle mani. 

Ti puntano un termometro in fronte a mo’ di pistola, ti spruzzano disinfettante sulle mani al dispenser posizionato all’ingresso e ti importunano mentre preghi se non hai la mascherina indosso pur essendo praticamente circondato da null’altro che la tua famiglia

 

Mascherine, distanziamento sociale, divieto di inginocchiarsi, steward che ti seguono, ti osservano, ti scortano, ti puntano un termometro in fronte a mo’ di pistola, ti spruzzano disinfettante sulle mani al dispenser posizionato all’ingresso e ti importunano mentre preghi se non hai la mascherina indosso pur essendo praticamente circondato da null’altro che la tua famiglia: questo è quello a cui ho dovuto assistere per ben due volte ad una Messa Motu Proprio

 

Un’obbedienza cieca a regole demenziali e finanche propense a bistrattare la Santa Eucarestia in nome di un piccolo feudo di apparenze, di esteriorità e di poca propensione al sensus fidei che, non diciamo i vescovi e i preti di oggi, ma almeno i tradizionalisti dovrebbero avere ed alimentare.

Un’obbedienza cieca a regole demenziali e finanche propense a bistrattare la Santa Eucarestia in nome di un piccolo feudo di apparenze

 

Ma ai tradizionalisti in mascherina evidentemente importa poco: l’importante è mandare avanti qualcosa irrazionalmente, giusto per il gusto di dire «noi abbiamo la Messa in latino».

 

Contenti loro…

 

Non fate come me, quindi: a queste Messe non andateci proprio, vi risparmierete tanta inutile esteriorità e tanto mal di stomaco

Quanto a noi, a voi, il mio consiglio, per quel che può valere, è questo: errare è umano; perseverare diabolico. Non fate come me, quindi: a queste Messe non andateci proprio, vi risparmierete tanta inutile esteriorità e tanto mal di stomaco.

 

 

Cristiano Lugli