Caro Premier, il “diritto alla vita” non esiste

 

 

 

«Non ho dubbi che esista un diritto alla vita», dice il Premier Conte commentando la recente apertura istituzionale all’eutanasia e al suicidio assistito, che ha parlato meglio della attuale gerarchia vaticana («decisione grave»: pensate un po’ che tuonata).

 

Dobbiamo dare al premuroso primo ministro della Repubblica una ferale notizia: il “diritto alla vita” invece non esiste.

 

Parlare di “diritto alla vita” già ti a pensare che esso sia qualcosa a cui l’individuo può, appunto, rinunciare.

 

Dobbiamo dare al premuroso primo ministro della Repubblica una ferale notizia: il “diritto alla vita” invece non esiste

Parlare di “diritto alla vita” già ti fa pensare che possa essere non esistere: una sorta di “diritto di non essere ucciso”, che è semplicemente sottinteso in ogni forma di consorzio umano. Nessuna Civiltà può basarsi sull’omicidio, quindi nessuna dovrebbe sentirsi di richiamare stupidamente un “diritto a vivere”.

 

Tuttavia la nostra società, che è sempre più pagana o persino animale, di omicidi – di genocidi – ne dispone tantissimi, e per legge.

 

Migliaia – milioni – di cittadini, giovanissimi o anziani, il cui fantomatico “diritto alla vita”, pure citato dall’articolo 3 della Carta dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite,  è calpestato in modo manifesto. È il risultato è la morte massiva, uno sterminio di cui ancora non si vede la fine.

Parlare di “diritto alla vita” già ti a pensare che esso sia qualcosa a cui l’individuo può, appunto, rinunciare. 

 

Al “diritto alla vita” dei feti abortiti, Conte ci pensa?

 

Al “diritto alla vita” dei bambini down islandesi (e danesi, etc.) uccisi nel grembo di loro madre, Conte ci pensa?

 

Al “diritto alla vita” degli embrioni prodotti in laboratorio e scartati con la riproduzione artificiale (ora grazie alla Lorenzin pagata dallo Stato!), Conte ci pensa?

Migliaia – milioni – di cittadini, giovanissimi o anziani, il cui fantomatico “diritto alla vita”, pure citato dall’articolo 3 della Carta dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite,  è calpestato in modo manifesto. È il risultato è la morte massiva, uno sterminio di cui ancora non si vede la fine 

 

Al “diritto alla vita” degli embrioni congelati in azoto liquido sine die, Conte ci pensa?

 

Al “diritto alla vita” di chi dopo un incidente via squartato a cuor battente per portare via gli organi, Conte ci pensa?

 

Al “diritto alla vita” di quei bambini uccisi per reazione avversa ai vaccini, Conte ci pensa?

 

La risposta a tutte queste domande è: no.

 

Perché questa devastazione biologica è elemento programmatico dei partiti che lo sostengono.

 

 

Roberto Dal Bosco