Canada, isoleranno i cittadini «non-cooperativi» in strutture segrete anti-COVID

 

 

 

Le autorità di Quebec City, in Canada, hanno annunciato che isoleranno i cittadini «non cooperativi» in una struttura per il coronavirus, la cui posizione rimane segreta.

 

Durante una conferenza stampa, il dottor Jacques Girard, a capo dell’autorità sanitaria pubblica di Quebec City, ha richiamato l’attenzione su un caso in cui agli avventori di un bar è stato ordinato di attendere fino al ritorno dei loro test COVID-19, ma hanno ignorato il comando e hanno lasciato i locali prima che i risultati tornassero positivi.

Le autorità di Quebec City, in Canada, hanno annunciato che isoleranno i cittadini «non cooperativi» in una struttura per il coronavirus, la cui posizione rimane segreta.

 

Ciò li ha portati a essere ritenuti «con collaborativi» e internati con la forza in una struttura di quarantena.

 

«Potremmo isolare qualcuno per 14 giorni – ha detto Girard durante la conferenza stampa – ed è quello che abbiamo fatto questa mattina… abbiamo costretto una persona a collaborare alle indagini… e la cooperazione della polizia è stata eccezionale».

 

 

Il funzionario sanitario ha poi sottolineato come lo stato stia anche rintracciando persone per aver violato la loro quarantena domestica per trasferirle con la forza nella struttura segreta.

Il funzionario sanitario ha poi sottolineato come lo stato stia anche rintracciando persone per aver violato la loro quarantena domestica per trasferirle con la forza nella struttura segreta.

 

«Perché abbiamo avuto persone isolate a casa. E poi, abbiamo visto che la persona non era a casa. Quindi, siamo andati a casa loro e poi abbiamo detto loro che ti stiamo isolando dove vogliamo che tu stia», ha detto Girard.

 

«Altri sei bar di Quebec City» noti per essere stati frequentati dai clienti abituali di Kirouac «sono ora all’esame dei funzionari della sanità pubblica», riferisce la Fondazione RAIR.

 

«Va notato che non è stato affermato che qualcuno sia effettivamente malato a causa del coronavirus. Ma lo stato ha comunque il potere di costringere un cittadino all’isolamento».

 

In Canada l’idea di questi campi di concentramento pandemici era già stata ventilata dieci anni fa, con i responsabili sanitari nazionali a parlarne come di una possibilità reale.

 

In Canada l’idea di questi campi di concentramento pandemici era già stata ventilata dieci anni fa, con i responsabili sanitari nazionali a parlarne come di una possibilità reale.

 

Un documentario già allora mostrava il piano, che includeva anche l’uso di braccialetti elettronici.

 

 

Ma anche in Italia c’è chi fa certi progettti.

 

A metà maggio Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, disse in televisione che «il problema è nelle case, nelle famiglie. Bisogna scovare casa per casa i contagiati e isolarli in apposite strutture».

«Abbiamo più di 70 unità mobili specializzate che girano in tutta la regione per andare a cercare chi, in quella condizione abitativa, non è in grado di tutelare i propri familiari o i conviventi» disse Bonaccini, preannunciando quello che ad alcuni poteva sembrare un rastrellamento. Riguardo alle «apposite strutture», cioè i «campi di quarantena» al momento non abbiamo notizie.

 

 

Ma torniamo in Canada.

Il NRC ha firmato un accordo non esclusivo con CanSino per utilizzare la linea cellulare HEK293 per produrre il vaccino. HEK293 è una linea cellulare che proviene da un feto abortito intenzionalmente.

È noto dalla scorsa primavera che il Consiglio Nazionale delle Ricerche canadese (NRC), un ente statale, collabora con con la società privata cinese CanSino Biologics per testare il suo vaccino sperimentale contro il coronavirus, noto come Ad5-nCoV.

 

Il NRC ha firmato un accordo non esclusivo con CanSino per utilizzare la linea cellulare HEK293 per produrre il vaccino. Come risaputo, HEK293 è una linea cellulare che proviene da un feto abortito intenzionalmente.