Bambini con 3 genitori genetici: Singapore e Ucraina aprono alla tecnica

 

 

 

Singapore potrebbe diventare il secondo paese dopo il Regno Unito a legalizzare i neonati con tre genitori genetici.

 

Il piccolo paese sta infatti aprendo le porte ad una tecnica per dare alla luce bambini che altrimenti avrebbero una malattia genetica come quella che colpì Charlie Gard, bambino che lo Stato inglese uccise pochi mesi prima del piccolo Alfie Evans.

L’embrione creato in laboratorio con la MRT sarà frutto, oltre che dei codici genetici dei genitori «fusi» nel nucleo, anche del DNA di una seconda «madre»

 

La sostituzione mitocondriale (MRT, a volte chiamata donazione mitocondriale) è una forma speciale di fecondazione in vitro in cui il DNA mitocondriale del futuro bambino proviene da una terza parte: in pratica, l’embrione creato in laboratorio sarà frutto, oltre che dei codici genetici dei genitori «fusi» nel nucleo, anche del DNA di una seconda «madre» che «dona» i mitocondri, ossia gli organelli intracellulari che stanno fuori dal nucleo.

Si tratta quindi in tutto e per tutto di bambini che hanno tre genitori genetici.

Si tratta quindi in tutto e per tutto di bambini che hanno tre genitori genetici.

 

Tecnicamente conosciuta come terapia sostitutiva mitocondriale (Mitochondrial replacement therapy, acronimo MRT), la procedura è stata legalizzata nel 2016 in Gran Bretagna dopo un lungo e intenso dibattito nei media e nel Parlamento.

 

La Gran Bretagna da sempre è luogo di elezione per le rivoluzioni nella riproduzione artificiale. Basti pensare al caso di Louise Brown, la «superbaby» (così la chiamarono i giornali), il primo essere umano ad essere prodotto in laboratorio (1978). La fecondazione in provetta, ricordiamolo, garantisce l’uccisione di incredibili numeri di embrioni che vengono uccisi (perché non sopravvivono all’impianto, o ancora prima allo scongelamento) o «scartati» perché ritenuti inferiori, inadatti.

Al momento attuale il numero di embrioni uccisi dalla fecondazione in vitro in Italia ha di gran lunga superato il numero degli aborti.

 

Al momento attuale il numero di embrioni uccisi dalla fecondazione in vitro in Italia ha di gran lunga superato il numero degli aborti.

 

Al contempo, la fecondazione in vitro è problematica anche per i suoi esiti visibili: lungi dall’essere un esempio di «superdonna», la Brown è oggi una quarantenne in sovrappeso dall’aspetto leggermente porcino; molti bambini prodotti in provetta si dimostrano più fragili dei bambini naturali.

Louise Brown, il primo essere umano prodotto in provetta (1978)

 

Tuttavia il vero significato dell’esperimento da cui la Brown nacque (dando vita all’intera rivoluzione riproduttiva umana) lo diede il dottore che ideò e realizzò l’esperimento, il ginecologo Robert Geoffrey Edwards (1925-2013): «Volevo scoprire esattamente chi era al comando, se fosse Dio stesso o se fossero scienziati in laboratorio. Eravamo noi».

 

Dal modello dello Stato britannico ora attingono tutti i paesi che intendono abbracciare la zootecnica applicata alle nascite.

 

Il pioniere della provetta Robert Geoffrey Edwards (1925-2013): «Volevo scoprire esattamente chi era al comando, se fosse Dio stesso o se fossero scienziati in laboratorio. Eravamo noi»

Singapore sta cercando di promuovere una scienza biologica all’avanguardia e segue attentamente gli sviluppi che vengono dall’altra parte del Mondo. «La nostra posizione è di tenere d’occhio ciò che accade nel Regno Unito, di seguire l’esperienza del Regno Unito e di imparare da quello che hanno fatto» dice  il genetista Oi Lian Kon alla rivista Science

Kon sta guidando un comitato di revisione per il comitato consultivo di bioetica del governo.

 

Secondo Science, «nessun altro paese ha adottato leggi specificamente sulla MRT. Molti hanno un divieto assoluto di modificare la linea germinale umana che include la tecnica. La Thailandia è l’unico paese che non proibisce esplicitamente di alterare il genoma umano, mentre l’Italia e Israele lo permettono a determinate condizioni».

 

Non è chiaro se qui la prestigiosa rivista si riferisca al caos normativo seguito dalla demolizione reiterata della legge 40/2004, ossia la legge che «regolava» la riproduzione artificiale in Italia. Tale legge, già di per sé profondamente iniqua e genocida  visto che ammetteva l’uso della fecondazione in vitro, fu fatta oggetto di un referendum abrogativo molto strombazzato dai media ma che andò deserto.

 

Come succede spesso in Italia, dove non poté l’urna poté il martelletto: ecco che in più occasioni, la giustizia smantellò i già esigui «paletti» posti dagli estensori (tutti di matrice «democristiana», tutti «benedetti» dall’episcopato italiano) della legge 40, i quali forse scrissero la legge già prevedendone, quasi augurandosela, la distruzione successiva per mano giudiziaria. In fondo, in molte delle proiezioni politiche della Chiesa degli ultimi secoli, si tratta di mettere in scena una resistenza simbolica invece che una vera battaglia per la sostanza delle cose – cioè per la Vita degli esseri umani.

«Quello che stiamo vedendo è una scivolata veloce lungo un pendio molto scivoloso verso i designer babies», cioè i bambini fatti su misura con l’editing genetico

 

Ma torniamo ai bambini con tre genitori genetici.

Nel frattempo, una clinica in Ucraina sta già eseguendo la tecnica e commercializzandola a livello internazionale. Un bambino MRT è già nato dopo che la madre è stata curata alla clinica Nadiya (in russo, «speranza») a Kiev, altri tre sono in stato di gestazione e molti altri sono sottoposti a trattamento. Il regista Valery Zukin, non si è lasciato sconcertare quando un giornalista dell’americana National Public Radio (NPR) lo ha interrogato sulle questioni etiche: «Come medico capisco solo una cosa: abbiamo genitori che non potrebbero avere figli e ora hanno il loro bambino biologico, tutto qui».

 

La tecnica MRT è attualmente illegale negli Stati Uniti. Secondo Marcy Darnovsky, del Center for Genetics and Society, in California, «quello che stiamo vedendo è una scivolata veloce lungo un pendio molto scivoloso verso i designer babies», cioè i bambini fatti su misura con l’editing genetico.

 

«Potremmo vedere i genitori che si sentono desiderosi di dare ai loro figli tratti come una forza maggiore, meno bisogno di sonno… Alcuni dicono “Sì, ci sono geni per il quoziente intellettivo, e quindi potremmo avere bambini più intelligenti”».

 

Bisogna impararlo: dietro ad ogni cura che viene offerta al malato, c’è sempre un affare da offrire in futuro al sano. Per migliorarlo, per renderlo più felice, efficiente, etc. Non importa a che costo – Non importa soprattutto a che costo morale.

È il business dell’invenzione delle malattie, qui trasferito tra gli orrori della rivoluzione genetica.

Migliaia di esseri umani uccisi per l’illusione del bambino perfetto, il bambino da esibire orgogliosamente il giorno delle pagelle, della gara di nuoto o del compleanno del compagno di classe.

 

Migliaia di esseri umani uccisi per l’illusione del bambino perfetto, il bambino da esibire orgogliosamente il giorno delle pagelle, della gara di nuoto o del compleanno del compagno di classe.

 

Il bambino-suppellettile, il bambino-cane da passeggio, il bambino-proprietà dei genitori con i loro sogni borghesi.

Il bambino-oggetto non ha diritto nemmeno ad una genetica che rispetti il creato: un padre e una madre, e la Natura a decidere la fusione del loro DNA.

 

Il bambino, se è una proprietà, non è un uomo: ecco dunque perché può essere ucciso, danneggiato o utilizzato per esperimenti scientifici.

 

Deumanizzazione: la logica della modernità biopolitica è in fondo tutta qua.